fbpx
Caricamento

Type to search

Approfondimenti Bergamo Medicina Top

Estate e caldo: come proteggere la pelle dei nostri bambini

Redazione 13 Maggio 2019
Social

L’estate sta arrivando e con essa arriveranno anche caldo e umidità: la Dott.ssa Baldi dell’Ambulatorio di Dermatologia di Humanitas Gavazzeni di Bergamo ci spiega come proteggere la pelle dei nostri bambini.

Le infezioni della pelle sono più frequenti nella stagione estiva a causa del clima caldo-umido e alla maggiore esposizione della nostra pelle all’aria aperta. Un aumento di problemi che riguarda soprattutto i bambini, da zero fino ai 14 anni.

Ne parliamo con la dottoressa Marzia Baldi, dermatologa, responsabile dell’Ambulatorio di Dermatologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Che cosa bisogna fare quando le infezioni colpiscono la pelle dei nostri piccoli?

«Le lesioni della pelle di un bambino – piccole feritegraffi o punture d’insetto – possono essere “porte d’ingresso” per germi come batteri virus. In questi casi è importante avere informazioni sulla lesione: quando è insorta, da quanto tempo è presente e come si è modificata. Poi bisogna considerare la presenza di eventuali sintomi associati, ad esempio febbredolore e prurito. Infine si deve verificare se cii sono fattori che possano aver agevolato il sorgere di un’infezione come l’assunzione di farmaci o l’esposizione alla luce solare. Avendo tutte queste risposte risulta più facile giungere a una diagnosi per impostare la giusta terapia».

Quali sono le cause più diffuse di infezioni alla pelle nella stagione estiva?

«Le lesioni cutanee provocate da infezioni, si manifestano in modo diverso a seconda di dove sono localizzate: superficiali (che riguardano l’epidermide) o più profonde (che interessano il derma). Le infezioni della pelle più comuni hanno origine batterica. In particolare, l’impetigine rappresenta circa il 10% di tutti i problemi cutanei dei bambini e, in estate, è favorita dai giochi sulla sabbia. Poi ci sono le infezioni micotiche, causate dai miceti – i “funghi” – che possono diffondersi in varie zone del corpo come il cuoio capelluto o la cute senza peli. Ci sono infine le verruche cutanee, di origine virale, che riguardano il 5-10% della popolazione, e colpiscono soprattutto persone che frequentano ambienti pubblici come piscine o docce. Nel 50% dei casi le verruche scompaiono spontaneamente entro due anni. Se non curate, però, possono estendersi ad altre parti del corpo».

D’estate si può incorrere anche in infezioni procurate da punture o da morsi di animali.

«Sì. Per quanto riguarda il mare ci sono le punture di meduse e delle tracine, piccoli pesci che durante le giornate di mare mosso possono avvicinarsi alla riva e nascondersi sotto la sabbia. Le meduse provocano un dolore bruciante e un prurito intenso, con la zona colpita che si arrossa, si gonfia e può anche produrre vesciche o bolle. Le tracine, quando calpestate, aprono a ventaglio i loro aculei che quando entrano in contatto con la nostra pelle causano un dolore intenso che può durare anche alcune ore, con arrossamento e gonfiore della parte in cui il pesce ha iniettato il suo veleno».

Che cosa fare in caso di punture di meduse e tracine?

«Dopo una puntura di medusa bisogna disinfettare la pelle colpita con acqua di mare e bicarbonato, medicandola poi con un gel a base di cloruro alluminio. In caso di puntura da tracina bisogna subito mettere il piede – che in genere è la parte colpita – sotto la sabbia calda o in acqua bollente. La tossina liberata dagli aculei del pesce è infatti termo-sensibile e, quindi, con il calore è destinata a ridurre il suo effetto».

E in montagna? Quali pericoli di lesioni cutanee con infezione si corrono?

«In montagna durante le passeggiate, bisogna stare attenti soprattutto alle vipere. Bisogna munirsi di un bastone da battere di continuo sul terreno (i rettili hanno paura del rumore) e indossare sempre scarpe alte, adeguate, con calzettoni e pantaloni che coprano la pelle. Una cosa importante: le vipere morsicano solo quando si sentono attaccateQuando questo accade è importante tranquillizzare la persona colpita, bisogna evitare il diffondersi del veleno fasciando o comprimendo la zona al di sopra del morso prima di rivolgersi al centro medico più vicino».

Fonte: www.gavazzeni.it

Quello che leggi ti è utile? Regala un like alla nostra pagina Facebook e iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre informato sulle novità in Lombardia e a Torino

Tags:

Potrebbe interessarti

Menu