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Dermatologia, perchè controllare la pelle è importante

Redazione 22 Febbraio 2021
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Parliamo di pelle e corretta prevenzione delle patologie cutanee con la dottoressa Anna Carmagnola, della Dermatologia di Humanitas Cellini: «La pelle la vedono tutti ed è ciò con cui una persona si presenta. È un organo che risente tantissimo dell’influenza della mente e che rende il nostro un lavoro a tutto tondo». Nel suo ambulatorio si prende anche cura di acne, eczemi da contatto, tumori della pelle e nuove patologie indotte dal Covid-19.

«C’è un grandissimo interesse per il controllo della pelle, dal punto di vista della salute e da quello che riguarda il suo aspetto. Se un tempo, su certe patologie, vedevo un po’ di superficialità, oggi registro grandissima attenzione al sé, inteso come modo di stare bene con sé stessi e con gli altri». È la premessa della dottoressa Anna Carmagnola, dallo scorso gennaio in Humanitas Cellini con il suo ambulatorio di Dermatologia.

«Oggi c’è molta sensibilità verso il rischio di una pelle non controllata – afferma la dottoressa Carmagnola -, sia in termini di tumori della pelle che stanno aumentando sempre di più sia per quanto riguarda le patologie che un tempo non venivano considerate». L’esempio è quello dell’acne: «Veniva quasi considerata un “destino”, oggi le mamme portano i loro figli e figlie ai primi segni. È giusto ed è importante che lo facciano». Altrettanta attenzione si ravvisa nel controllo dei nevi, di sicuro una delle richieste più importanti: «In questo caso, la sensibilità delle persone è molto elevata – conferma la dottoressa Carmagnola -. Tuttavia, occhio a non instillare nel paziente l’ansia del controllo, perché si rischia di spaventarlo e perderlo. Per questo motivo, cerco di agire sul paziente affinché la scelta di farsi vedere e visitare sia sempre sua e motivata». Perché per gestire la pelle è anche molto importante insegnare: «Esistono delle regole, devono osservarle le mamme per i loro bambini, ma lo stesso devono fare gli adulti e ancor di più gli anziani. Al paziente occorre dare regole e verificare che le rispetti, fa parte del percorso di cura e dimostra che al medico importa realmente di lui».

«La pelle la vedono tutti, è ciò con cui una persona si presenta. Ecco perché ha questa valenza così potente, anche nelle relazioni umane. Può essere corazza e schermo, può allontanare. È un organo che risente tantissimo dell’influenza della mente, ecco perché quello del dermatologo è un lavoro a tutto tondo», prosegue la dottoressa Carmagnola. Che aggiunge: «Non riesco mai a vivere il paziente come una cassettiera, con i cassetti della pelle, del cuore o della pancia. No, io voglio aprire l’armadio e vedere tutte le interconnessioni che mi riportano alla pelle».

In Humanitas Cellini, l’attività della dottoressa Carmagnola è legata alla Dermatologia clinica. «Le richieste – spiega – sono soprattutto orientate sul controllo nevi. C’è un aumento sempre più significativo delle cheratosi attiniche, patologie oncologiche dell’epitelio collegate alla foto-esposizione cronica, un tempo tipica dei marinai e dei contadini e oggi, con le abitudini di vita all’aria aperta e la cultura legata allo sport, sempre più frequente in ogni categoria lavorativa e sociale». Altro fenomeno in netto aumento è quello degli eczemi da contatto: «Non tutto è conosciuto – sottolinea la dottoressa Carmagnola -: l’importazione dall’estero di prodotti strani, i disinfettanti, la tessitura. Talvolta abbiamo reazioni avverse ai tessuti che sono difficili da capire».

E il Covid-19? Anche in questo caso ha favorito nuove patologie. «Sia quelle più banali, legate all’eccessivo uso di detergenti o della mascherina – argomenta la dottoressa Carmagnola -, sia quelle scatenate e amplificate dal virus. In quest’ultimo caso, sono i capelli a risentirne di più: diverse pazienti hanno avuto problemi importanti, tipo alopecia areata o perdita di ciuffi di capelli. È l’effetto diretto del virus e, in questi casi, è il follicolo pilifero a essere gravemente colpito».

Due lauree, un’esperienza al “Ludwig Cancer Institute” di Losanna («Dove il caso ha voluto che lavorassi alla sintesi dei primi anticorpi monoclonali anti-melanoma») e, dopo il ritorno in Italia, quelle di Ematologia e, infine, Dermatologia: «Ho sempre cercato di concentrarmi sul percorso sulla dermatologia clinica, sulla dermatoscopia, sulla chirurgia laser dei tumori benigni e sulla terapia fotodinamica che, nel campo dei tumori dell’epitelio, permette di lavorare sull’intero campo di cancerizzazione». Tutto all’insegna della passione e dell’attenzione verso i pazienti: «È sempre stata una mia caratteristica che ho fatto di tutto per mantenere – conclude la dottoressa Anna Carmagnola -. Essendo così legata alla psiche, la Dermatologia ti permette di iniziare a curare e guarire il paziente già quando lo accogli e lui sente che l’hai preso in carico e lo ascolti. Il paziente si rilassa, si racconta e rivela le informazioni fondamentali: la dimensione umana fa parte del percorso di cura».

Fonte: www.clinicacellini.it

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