Sanità Italiana

Sintomi persistenti nella celiachia nonostante la dieta senza glutine

Sintomi persistenti nella celiachia nonostante la dieta senza glutine TiSOStengo.com © www.tisostengo.com
Sintomi persistenti nella celiachia nonostante la dieta senza glutine © www.tisostengo.com
Circa il 22% delle persone con celiachia in Italia continua a manifestare sintomi anche seguendo una dieta priva di glutine. Le nuove analisi presentate al congresso Aic evidenziano la necessità di terapie aggiuntive e una maggiore attenzione alle contaminazioni accidentali.

Una recente metanalisi pubblicata sul Journal of Gastroenterology and Hepatology nel 2025 (vol. 40, n. 1, pp. 101-107) e presentata dall'Associazione Italiana Celiachia (AIC) il 6 novembre 2026 mostra che il 22% delle persone con celiachia in Italia riferisce sintomi persistenti pur seguendo una dieta senza glutine. In circa un terzo di questi casi, la causa risale a un'esposizione involontaria al glutine, come ha spiegato Fabiana Zingone, professoressa associata di gastroenterologia all'Università di Padova, durante il 14° Convegno Annuale di AIC a Milano. Questo dato riguarda la persistenza dei sintomi e non implica necessariamente la presenza di danni intestinali persistenti, che invece caratterizzano la celiachia refrattaria. La distinzione tra sintomi persistenti e danni mucosali resta centrale per l'inquadramento clinico, come ha sottolineato anche Gino Roberto Corazza del Policlinico San Matteo di Pavia.

La celiachia è una malattia immunomediata che coinvolge una predisposizione genetica, in particolare i geni HLA-DQ2 e HLA-DQ8, e fattori ambientali come il glutine. Elena Lionetti, pediatra all'Università Politecnica delle Marche, ha chiarito che la presenza di questi geni non determina automaticamente lo sviluppo della malattia: si può essere portatori senza manifestare la patologia. La celiachia può insorgere a qualsiasi età e non si limita a sintomi gastrointestinali; possono comparire anemia e alterazioni della sfera riproduttiva, oltre a disturbi del metabolismo osseo e patologie autoimmuni associate, con una prevalenza maggiore nella popolazione femminile, come ha spiegato Umberto Volta dell'Università degli Studi di Bologna.

Quando la dieta non è sufficiente

La gestione della celiachia, secondo la posizione ufficiale dell'AIC, si basa su una dieta senza glutine permanente e su un monitoraggio sistematico. Gli obiettivi clinici comprendono la risoluzione dei sintomi e la normalizzazione dei marcatori sierologici specifici, oltre alla completa guarigione della mucosa intestinale. Tuttavia, la sola scomparsa dei sintomi non basta per stabilire il pieno controllo della malattia, perché la sierologia, lo stato nutrizionale e il recupero mucosale possono seguire tempistiche diverse. Corazza ha affrontato il tema della mancata risposta alla dieta aglutinata, che può interessare circa un terzo dei pazienti a seconda delle definizioni e del contesto clinico. È fondamentale distinguere tra la persistenza dei sintomi (malattia celiaca non responsiva) e la mancata risposta sia dei sintomi sia delle lesioni intestinali (celiachia refrattaria). Il corretto inquadramento clinico richiede attenzione e consapevolezza, oltre a tempi medio-lunghi per la diagnosi.

Le difficoltà quotidiane legate alla dieta senza glutine e il rischio di contaminazioni accidentali hanno portato a sviluppare terapie farmacologiche aggiuntive. Secondo Zingone, i trattamenti in fase di studio puntano a proteggere i pazienti dalle contaminazioni e a migliorare la qualità di vita di chi, pur seguendo la dieta, presenta ancora sintomi e danni alla mucosa intestinale. L'AIC sottolinea che, al momento, non esistono approvazioni regolatorie o decisioni governative vincolanti in Italia per terapie farmacologiche sostitutive della dieta senza glutine; i farmaci in sviluppo sono considerati un supporto per ridurre le conseguenze delle contaminazioni accidentali e non sostituiscono la dieta stessa. L'associazione ribadisce che la gestione deve essere personalizzata e sostenibile, includendo controlli regolari dello stato nutrizionale e della salute ossea, oltre alla valutazione dei farmaci assunti e delle capacità funzionali e cognitive, insieme al contesto sociale della persona (AIC).

Dati epidemiologici e assistenza

Nel 2023 sono state registrate 13.163 nuove diagnosi di celiachia in Italia, rispetto alle 10.210 dell'anno precedente. Il totale delle persone con diagnosi ha raggiunto 265.102, pari all'1% della popolazione, secondo la relazione dell'Iss al Parlamento. Lo screening pediatrico previsto dalla legge 130/2023 rappresenta un'opportunità per la diagnosi precoce e la prevenzione delle complicanze.

La complessità della gestione della celiachia richiede percorsi di cura personalizzati e il confronto tra specialisti. Marco Silano, direttore scientifico del Convegno e Direttore del Dipartimento Malattie Cardiovascolari, endocrino-metaboliche e invecchiamento dell'Istituto Superiore di Sanità, ha evidenziato l'importanza di considerare le esigenze dei pazienti nelle diverse fasi della vita e di condividere le conoscenze tra professionisti.

Per chi desidera approfondire il tema delle condizioni croniche e delle strategie di gestione, sono disponibili anche altri approfondimenti su sintomi e impatto sulla salute.

Matteo Bellini Redattore TiSOStengo.com
Redazione scientifica

Matteo Bellini

Matteo Bellini ha sviluppato un percorso editoriale tra il giornalismo locale e l'informazione medico-scientifica, occupandosi di servizi sanitari, diagnostica e malattie croniche. Dopo alcune collaborazioni con pubblicazioni digitali dedicate alla salute, nel 2026 è entrato nella redazione di Ti sostengo.