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Celiachia, aumentano senza sosta i casi in Italia

Redazione 26 Aprile 2018
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Aumentano i casi di celiachia, secondo la relazione del Ministero della Salute consegnata al Parlamento a inizio 2018. Il documento, pubblicato sul sito del dicastero, è disponibile sul nostro sito web. Secondo lo studio, la mappatura epidemiologica trova in Italia 198.427 celiaci con una netta prevalenza di donne donne (138.902) rispetto agli uomini (59.525).

In aumento sull’anno precedente le diagnosi, forse per via dalla maggiore sensibilizzazione ma anche per i nuovi indirizzi scientifici. Nel 2016 il numero totale delle nuove diagnosi è stato di 15.569, oltre 5.000 diagnosi in più rispetto all’anno precedente.

Interessante anche come cambia l’intervento della sanità pubblica in base ai nuovi LEA:

La nuova collocazione consente agli assistiti di usufruire, in regime di esenzione, di tutte le prestazioni sanitarie appropriate per il monitoraggio della malattia e delle sue complicanze, e per la prevenzione degli ulteriori aggravamenti, mentre le prestazioni specialistiche per giungere alla diagnosi non saranno più in esenzione.

A quanto ammonta invece il tetto mensile per l’erogazione di prodotti senza glutine inseriti nel Registro nazionale?  Dipende dalla fascia d’età:

  • 6 mesi – 1 anno: 45 euro
  • 1 anno – 3 anni e 6 mesi: 62 euro
  • 3 anni e 6 mesi – 10 anni: 94 euro
  • 10 anni e più: 140 euro

Maggiori informazioni da pagina 13 nel documento.

La celiachia è l’intolleranza alimentare più diffusa e secondo le stime riguarderebbe l’1% della popolazione. Sulla base di questo dato, i casi in Italia sarebbero teoricamente circa 600.000: le mancate diagnosi sarebbero quindi ben superiori ai casi noti.

La celiachia è una patologia autoimmune cronica a rischio di complicanze che condiziona la vita sociale di chi ne è colpito: in mancanza di una terapia, l’unica cura consiste in un regime alimentare mirato a base di alimenti senza glutine. Ogni cittadino cui sia stata diagnosticata una celiachia può acquistare prodotti senza glutine tramite buoni del Sistema Sanitario Nazionale erogati sotto forma di assistenza sanitaria integrativa.

Disponibili in molte farmacie, negli ultimi anni sono nati anche diversi negozi dedicati a questa patologia. La relazione del Ministero pone l’accento anche sulla formazione dei cuochi delle mense e dei ristoranti, che devono essere preparati per poter offrire pasti privi di rischi.

Tra i prodotti sicuri ci sono riso, sorgo, mais, miglio, teff, quinoa, grano saraceno e qualsiasi varietà di frutta e verdura, oltre a carne, pesce e uova. L’aderenza alla terapia deve essere rigorosa: vanno evitate anche le contaminazioni accidentali da contatto tra alimenti gluten-free e alimenti che lo contengono.

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