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Celiachia, da dicembre arrivano limiti di spesa più bassi

Giovanni Deleo 21 novembre 2018
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Nei nuovi LEA la “malattia celiaca” ha unico codice, 059, ed è nelle malattie croniche e invalidanti.

Ottenimento del budget in Lombardia: l’assistito si deve recare presso la ATS del territorio di riferimento (portando con se il modulo). Riceverà quindi un piano terapeutico personalizzato e gli verrà assegnato un budget di spesa mensile che verrà caricato sulla carta regionale dei servizi. Verrà comunicato anche il codice celiachia necessario per concludere gli acquisti. Il tetto massimo di spesa stando alle linee guida nazionali è stabilito per età e genere, basandosi sul fabbisogno calorico stimato. Qui il nostro approfondimento.

I nuovi limiti (Decreto Ministeriale 10 agosto 2018 e adeguamento del Servizio Celiachia RL) prevedono classi diverse e una sensibile riduzione dei tetti massimi.

limiti di spesa celiachia

Tuona l’Associazione Italiana Celiachia:

“Gli annunci del ministro Grillo, lanciati su twitter nelle scorse settimane, di voler fare chiarezza sui nuovi tetti di spesa approvati con Decreto ministeriale il 10 agosto e di voler valutare quindi eventuali modifiche per non penalizzare i pazienti celiaci, sono rimasti lettera morta. Non solo, il Ministero’ ha diffuso del tutto inaspettatamente una Circolare confusa, immotivata e inutile che, ignorando  le disposizioni di legge, ha anticipato i tempi di applicazione dei tetti di spesa ridotti senza rivedere preventivamente il Registro Nazionale, che elenca gli alimenti senza glutine erogabili a spese del Servizio Sanitario Nazionale . Il risultato? È caos nelle Regioni dove regna il “fai da te” con pazienti che ricevono trattamenti differenti. È ormai del tutto evidente che il Ministero  della Salute, al di là dei proclami, non abbia a cuore il futuro dei pazienti celiaci delusi  dalle promesse non mantenute”.

“I nostri appelli a dare precedenza al  passaggio contemporaneo in tutte le Regioni dai buoni di acquisto cartacei a quelli digitali, che semplificherebbero e farebbero risparmiare, secondo le stime, 20 milioni di euro all’anno, sono rimasti del tutto inascoltati. Nessuna fretta di attuare la digitalizzazione dell’assistenza, con indubbio vantaggio sia per i cittadini celiaci che per il sistema sanitario, ma moltissima invece, quella di applicare la riduzione dei tetti di spesa a carico dei pazienti”   – prosegue Di Fabio – “A tutt’oggi a pagare le decisioni ondivaghe del Ministero sono solo i pazienti, che senza essere stati informati del repentino anticipo del taglio, scoprono di non avere più diritto alla stessa esenzione del mese precedente, mentre  altri ricevono i buoni invariati per l’intero anno successivo e in alcuni casi sono gli esercenti, su indicazione delle loro ASL, a correggere i buoni dei pazienti. Ma stanno pagando anche gli operatori, quindi farmacisti, grande distribuzione e negozi, ignari della repentina, inattesa e retroattiva corsa all’applicazione dei tetti ridotti. Siamo profondamente delusi e indignati e ancora attendiamo la risposta del Ministero sulle ragioni di questa corsa a fare cassa, anticipando le scadenze previste dal decreto scritto, firmato e pubblicato in Gazzetta Ufficiale.”.

Fonti: Regione Lombardia, celiachia.it, ASST Cremona

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