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Il caffè è alleato del benessere psicofisico, parola degli specialisti

Redazione 12 Febbraio 2020
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Il caffè è stato assolto dall’accusa di essere dannoso per il nostro benessere: uno studio condotto dal Prof. Sebastiano Marra, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare a Maria Pia Hospital di Torino e Co-Presidente delle Giornate Cardiologiche, sembra infatti dimostrare che la bevanda abbia principalmente effetti positivi sul benessere psicofisico, quindi sia sul corpo che sulla psiche.

Lo studio è durato otto anni, dal 2010 al 2018, e ha coinvolto un campione di oltre 13 mila persone, uomini e donne di età diverse, alle quali è stato chiesto quanti caffè bevevano al giorno e in che modo il consumo di caffeina impattasse sull’umore e sui dati cardiovascolari, in particolare se soffrissero di pressione alta, colesterolo “cattivo” elevato o valore glicemico alto. Ulteriori dati sono stati raccolti in relazione allo stile di vita, alla presenza eventuale di disturbi del sonno, di ansia e predilezione per una vita sedentaria.

L’idea di condurre un’indagine sugli effetti percepiti del consumo di caffè è nata a seguito della pubblicazione di due studi, uno americano e uno europeo, che dimostrano che chi beve caffè presenta il 10% in meno di rischio di morte sia causato da neoplasie che da patologie cardiovascolari. Si tratta presumibilmente di una conseguenza legata all’effetto antinfiammatorio e antiossidante delle sostanze contenute nel chicco del caffè, il prodotto in natura con il maggior contenuto di sostanze antiossidanti.

I dati raccolti grazie all’indagine statistica condotta dal Prof. Marra hanno confermato in primis la passione degli italiani per il caffè: la stragrande maggioranza di consumatori beve in media 2 tazzine al giorno, ma il 35% circa arriva a consumarne 5. Qualche dato: il 90% preferisce bere caffè espresso, il 10% predilige il decaffeinato; con la moka, al bar o con le cialde, gli intervistati lo bevono sia a casa che fuori; il 60% utilizza lo zucchero mentre il restante 40% beve caffè amaro o con dolcificante; il 50% degli under 30 beve caffè, percentuale che sale all’aumentare dell’età.

Dalla survey è emerso che i consumatori più accaniti sono meno ansiosi e meno propensi a disturbi come affanno, stanchezza, insonnia. Inoltre, l’assunzione di caffè non influisce su pressione, colesterolo e glicemia. Tra gli effetti benefici della bevanda si registrano anche un maggior senso di appagamento e positività, minore sedentarietà.

Lo studio ha permesso di condurre infine anche un’indagine sulla presenza di fattori di rischio cardiovascolare: il 90% degli intervistati presenta almeno un fattore di rischio, dato da sovrappeso o obesità, livello di colesterolo “cattivo” (LDL) alto, diabete, pressione alta. Gli specialisti hanno potuto così consigliare al paziente di adottare abitudini sane e un corretto stile di vita o eventualmente di approfondire con esami clinici la loro condizione di salute.

Fonte: www.gvmnet.it

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