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Malattie del cuore: quali sono gli esami più importanti

Redazione 14 Gennaio 2021
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Il cuore con il suo battito, che inizia a sole due settimane dal concepimento, ci accompagna per tutta la durata della nostra vita: il professor Gianluigi Condorelli, Direttore del Dipartimento Cardiovascolare in Humanitas, ci spiega quali sono gli esami più importanti da fare per tenere sotto controllo il suo stato di salute.

Per tenere sotto controllo potenziali disturbi è importante rivolgersi al medico al primo dubbio sul proprio stato di salute ed eseguire tutti gli esami che indicherà. 

Il primo step: la visita medica

Che sia per monitorare semplicemente la salute del cuore, o per un più preciso sospetto di anomalie cardiache, il primo step è sempre la visita dallo specialista. Generalmente la visita si divide in due momenti: uno in cui il paziente viene sottoposto a una serie di domande circa i sintomi, lo stile di vita, le malattie pregresse e la familiarità con altre patologie e, dunque il momento di valutazione fisica. Il medico controllerà la pressione e il respiro e misurerà temperatura, numero e qualità del battito. Valuterà anche lo stato delle vene a vista del collo ed eventuali rigonfiamenti nelle gambe o sull’addome, la cui presenza può essere indice di accumulo di liquidi e, quindi, di un cattivo funzionamento della pompa cardiaca. Dunque, se lo riterrà opportuno, il medico prescriverà esami più approfonditi.

Elettrocardiogramma, a riposo e sotto sforzo

L’elettrocardiogramma (ECG) è un esame non invasivo che registra graficamente l’attività cardiaca mediante degli elettrodi posti sul corpo del paziente e collegati da fili elettrici all’elettrocardiografo, uno strumento in grado di tracciare graficamente su carta l’attività del cuore (quello che chiamiamo, appunto, elettrocardiogramma). 

Può venire svolto a riposo o sotto sforzo, mettendo in moto il paziente su un tapis roulant o su una cyclette. La necessità di un ECG sotto sforzo viene ovviamente valutata dallo specialista e serve a mettere sotto stress il cuore per rilevare un’eventuale traccia di affaticamento cardiaco: tutte le anomalie, infatti, vengono riportate graficamente dall’elettrocardiogramma.

L’elettrocardiogramma è utile per individuare eventuali anomalie della conduzione dell’impulso elettrico, definite aritmie, un ispessimento delle pareti cardiache o danni cardiaci pregressi.

Ecocolordoppler cardiaco e arterioso

Come l’elettrocardiogramma, anche l’ecocolordoppler cardiaco è un esame diagnostico e non invasivo. Consente, per mezzo di un’analisi visiva di contrattilità e rilasciamento delle pareti del cuore, di valutare morfologia e funzionalità cardiaca. A questo si aggiunge un esame del flusso sanguigno attraverso la tecnica doppler. In caso di malfunzionamento del miocardio, infatti, si registrerà un’alterazione della contrattilità di una parte più o meno estesa del cuore.

L’ecocolordoppler analizza anche grandezza di ventricoli e atri e la struttura e il funzionamento delle valvole cardiache, avendo quindi la capacità di diagnosticare malattie a loro carico, come difetti valvolari o delle pareti cardiache congeniti di valvole o patologie infettive valvolari.

L’ecocardiografia può venire eseguita secondo due modalità: transtoracica, con una sonda appoggiata sul torace, o transesofagea, per via endoscopica; possono sottoporsi senza alcun rischio all’esame anche le donne in gravidanza. 

L’ecocolordoppler arterioso, invece, analizza i tronchi sovra (epi)-aortici e le arterie femorali, definendo la morfologia e la funzionalità del vaso arterioso superficiale. Viene utilizzato in particolar modo per diagnosticare malattie cerebrovascolari o aterosclerosi femorali e soprattutto, vista la facilità di esecuzione, come screening per determinare lo stato di salute del distretto arterioso, con l’eventuale presenza di aterosclerosi. 

Infine, con l’ecocolordoppler venoso, si analizzano con la medesima tecnica le vene, indispensabile per diagnosticare la trombosi venosa.

Holter ECG e Holter Pressorio

L’holter cardiaco è un dispositivo portatile che consente di registrare parametri vitali come ECG o pressione arteriosa per un tempo prolungato e che può essere utilizzato anche per oltre 24 ore.

L’holter ECG viene collegato alla pelle per mezzo di fili elettrici al cui capo si trovano elettrodi che rilevano gli impulsi del cuore e li trasmettono a un apparecchio che li registra per 24 o più ore. Durante il tempo dell’esame, il paziente dovrà eseguire le attività quotidiane abituali, facendo solo attenzione a non far staccare le piastrine che mantengono gli elettrodi nella loro posizione. Eventuali problemi si possono segnalare tramite un pulsante dell’holter che registrerà il dato.

Grazie all’holter ECG si possono analizzare le aritmie, ossia mutamenti nel ritmo cardiaco, e pertanto viene consigliato a quei pazienti che presentano sintomi come vertigini, cardiopalmo o perdite di coscienza.

L’holter pressorio invece è estremamente utile per diagnosticare in modo preciso l’ipertensione arteriosa e per definire l’efficacia della terapia anti-ipertensiva.

TAC coronarica: uno strumento diagnostico potente

La TAC coronarica è uno strumento diagnostico molto potente e con una precisa azione predittiva. Si utilizza per identificare un’eventuale malattia coronarica e delle grosse arterie.

L’esame prevede l’elaborazione, mediante raggi, di immagini tridimensionali di sezioni anatomiche, in base alle quali è possibile valutare lo stato di salute di aorta, coronarie e altri vasi arteriosi e rilevare lesioni aterosclerotiche. Non dà falsi negativi e quindi consente di escludere con precisione patologie coronariche. Se l’esame dovesse dare esito positivo, lo specialista potrà ritenere necessari ulteriori approfondimenti, per esempio con la coronarografia (ossia l’angiografia delle coronarie) in caso di sospetta lesione che riduce il flusso di sangue al tessuto cardiaco.

Lo strumento con cui si effettua la TAC consiste in un lettino mobile, su cui viene fatto sdraiare il paziente, inserito in una struttura tubolare aperta da ambo i lati; l’esame dura all’incirca 15 minuti. Quando necessario, al paziente può venire somministrato preventivamente un farmaco per ridurre la frequenza cardiaca, migliorando così la qualità dell’immagine. 

Risonanza magnetica: un esame sicuro e efficace

Grazie alla risonanza magnetica è possibile valutare vitalità e funzionalità del muscolo cardiaco sia a riposo sia dopo stress indotto farmacologicamente. Si tratta di un’esame ad alta precisione e particolarmente sicuro, a cui si ricorre nel caso in cui l’ecografia non è in grado di dare risultati informativi (per esempio in caso di forti fumatori o di pazienti con protesi mammaria), o in caso sia necessario definire con maggiore precisione la struttura del miocardio, definendo la diagnosi e la prognosi di alcune malattie cardiache.

Scintigrafia miocardica di perfusione

Alla scintigrafia miocardica di perfusione si ricorre per valutare la vitalità del miocardio e per rilevare eventuali deficit di perfusione (afflusso di sangue al cuore). Prima dell’esame, al paziente viene somministrato un radiofarmaco che si fissa a livello del muscolo cardiaco, permettendo così allo strumento di rilevare eventuali anomalie. Le sostanze radioattive sono utilizzate in quantità minima, così come sono minimi i rischi a cui il paziente si sottopone.

Fonte: www.humanitas.it

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