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Medicina Wellness

Ibuprofene: cos’è, quando si usa, effetti collaterali

Redazione 11 novembre 2018
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Fino a pochi anni fa, in caso di dolori o sintomi moderati si ricorreva quasi sempre all’aspirina; ma recentamente, e dati gli effetti sulla mucosa gatrica, si è diffuso sempre più l’uso di altri medicinali. Tra questi l’ibuprofene, appartenente alla famiglia dei FANS (farmaci anti-infiammatori non steroidei) e dotato di proprietà anti-piretiche – è in grado cioè di abbassare la febbre – e analgesiche.

L’ibuprofene trova impiego nel trattamento del dolore da lieve a moderato: tra le patologie per cui è utilizzato, mal di testa, mal di denti, dolori mestruali, nevralgie, crampi addominali. Ma non solo: è efficace anche contro i sintomi dell’artrite reumatoide, dell’artrosi e della spondilite anchilosante come infiammazione, gonfiore e rigidità articolare.

Per quanto riguarda l’uso in gravidanza, non sarebbero dimostrati effetti teratogeni (cioè sul nascituro) fino al terzo mese, ma conviene evitare di impiegarlo: nel periodo successivo, se ne sconisglia l’uso. Studi nei pazienti pediatrici spingerebbero a ritenere l’ibuprofene la scelta migliore tra i FANS nel caso di allattamento al seno.

Tra gli effetti collaterali, può determinare un peggioramento dell’asma mentre a dosi basse non sembra associato a un rischio di aumento di infarto miocardico. E’ bene sapere che l’ibuprofene può provocare gravi reazioni allergiche, soprattutto nei pazienti allergici all’acido acetilsalicilico (aspirina). In questo caso, è bene sospendere immediatamente l’assunzione. La FDA (Food and Drug Admministration, l’agenzia americana che controlla i farmaci) ha sottolineato il rischio che i FANS aumentino la probabilità di attacco cardiaco e ictus. In questa direzione sembra andare anche uno studio dell’università di Copenaghen, pubblicato sulla rivista european heart journal cardiovascular pharmacotherapy: assumere anche per pochi giorni i FANS pare causi un aumento del 30% del rischio di arresto cardiaco.

Si tratta di un medicinale di facile reperibilità: la molecola è infatti disponibile in commercio sotto una varietà di marchi. Sia come farmaco da banco (ad esempio Moment, Nurofen) che come farmaco con ricetta (ad esempio, Brufen). Il medico o il farmacista possono essere utili nello scegliere la specialità più adeguata.

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