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SLA e Sclerosi Multipla, sperimentato ricettore con staminali

Redazione 12 Luglio 2018
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Un ricettore (un proteina presente sulla membrana cellulare “incaricata” di riconoscere la presenza di minacce patogene al di fuori della cellula, che poi è responsabile della conseguente infiammazione), stimolato adeguatamente contribuisce allo sviluppo di staminali neuronali su cui ci sono molte sperimentazioni per la lotta alle malattie del sistema nervoso (dalla SLA alla Sclerosi Multipla).

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Milano – Scoperto il “lato buono” del recettore TLR4. Normalmente responsabile dei fenomeni infiammatori, il TLR4, se opportunamente stimolato può favorire la crescita e la differenziazione delle cellule staminali neurali (NSC), attualmente in sperimentazione per una serie di malattie del sistema nervoso, come la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) e la sclerosi multipla (SM).

«Questo lavoro – afferma Lidia De Filippis, biologa dell’IRCCS Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e coordinatrice della ricerca – mostra per la prima volta che è possibile sfruttare il ruolo positivo del recettore TLR4 per facilitare la crescita ed il differenziamento delle cellule staminali neurali. Il nostro studio è stato interamente svolto con cellule staminali umane già in utilizzo in un trial clinico – avviato dal professor Angelo Vescovi – su pazienti affetti da SLA e approvate per un trial nei pazienti affetti da sclerosi multipla.  Le applicazioni cliniche e farmacologiche che derivano da questo lavoro sono rilevanti poiché le NSC sono in grado di sopravvivere dopo trapianto senza suscitare rigetto e anche di modulare la componente neuroinfiammatoria associata a varie patologie (capacità immunomodulatoria), entrambi aspetti terapeutici nei quali il TLR4 potrebbe essere coinvolto».

«Nel laboratorio di Medicinal chemistry di Milano-Bicocca, – spiega Francesco Peri, docente di Chimica organica e coautore dello studio – abbiamo a disposizione dei prototipi di farmaci capaci di agire selettivamente sul recettore umano TLR4. Queste molecole saranno sperimentate in combinazione con le NSC in modelli animali di malattie neurodegenerative e neuroinfiammazioni.

Fonte: comunicato stampa Università di Milano Bicocca

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