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Sole e Vitamina D: tutto quello che c’è da sapere sulla vitamina D in estate

Redazione 4 Agosto 2020
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La vitamina D, fondamentale per la salute delle ossa e non solo, è sintetizzata dal nostro corpo a partire dall’assorbimento dei raggi solari dalla pelle: ecco i consigli della professoressa Sabrina Corbetta, responsabile del Servizio di Endocrinologia e Diabetologia all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi,per rendere più efficace questo importante processo.

La vitamina D è una sostanza molto importante per il nostro organismo, perché è responsabile dell’assorbimento del calcio, un elemento che non è prodotto dal corpo umano, ma che è fondamentale per la sua salute e funzionalità (è coinvolto, per esempio, nella salute e funzionalità delle ossa, nella salute e funzionamento del sistema nervoso centrale e periferico, nella coagulazione e nella contrazione muscolare). 

Questa vitamina viene assunta dal corpo in due modi:

  1. attraverso alimenti come latte e derivati, proteine di origine animale e anche il ‘famoso’ olio di fegato di merluzz(ergocalciferolo); 
  2. attraverso la sintesi che opera il nostro organismo quando è esposto al sole (colecalciferolo).

La professoressa Sabrina Corbetta, responsabile del Servizio di Endocrinologia e Diabetologia all’IRCCS Istituto Ortopedico Galeazzi, ci parla di come sfruttare il periodo estivo e l’esposizione al sole per favorire la produzione naturale ed efficace della Vitamina D.

Come esporsi al sole per produrre vitamina D

Per quel che riguarda l’esposizione solare, la professoressa chiarisce: “È vero che la vitamina D la possiamo sintetizzare attraverso dei precursori esponendo la pelle al sole, ma bisogna tenere conto di alcuni fattori che possono rendere il processo di sintetizzazione più o meno efficace”. Vediamoli nel dettaglio.

Per quanto tempo e quando esporsi al sole

“Per avere una produzione efficiente di Vitamina D a livello cutaneo – spiega la Corbetta -, ci si deve esporre per almeno 30 minuti al giorno e con un’intensità che deve dare arrossamento della cute

Questo, però non va d’accordo con l’indicazione dei dermatologi che raccomandano sempre di proteggere la pelle attraverso lozioni di filtro solare quando ci si espone ai raggi solari, soprattutto se si è di fototipo bianco. Ma, notoriamente, l’utilizzo di lozioni solari inibisce l’attivazione della vitamina D.

Per prendere il sole, e avere quella condizione di arrossamento, sarebbe meglio esporsi nelle ore centrali della mattina, evitando le prime ore del pomeriggio. Poi tutto dipende da come è la giornata”.

La giusta temperatura esterna  

Perché il processo di sintesi di Vitamina D sia efficiente, deve esserci anche la giusta temperatura esterna, come avverte la specialista: “Bisogna tenere conto che l’efficienza di sintesi dipende dalla temperatura

Per esempio, in alta montagna, se sono a 3000 metri e l’aria è fredda, non è a 37°, l’efficienza del processo di sintesi della Vitamina D si riduce drasticamente”.

Quali parti del corpo esporre

Quali sono le parti del corpo da esporre? “L’esposizione non è sufficiente solo al volto o alle mani – chiarisce la professoressa – , deve comprendere anche il tronco e gli arti, quindi integrale, per poter avere un apporto sufficiente, il tutto almeno per una settimana.

La capacità di sintesi, inoltre, si riduce molto con l’età: l’anziano ha una capacità che è 7 volte inferiore di quella del giovane adulto. Laddove c’è maggiore necessità perché è già presente una fragilità ossea, ma non vi è più un sistema efficiente, bisogna intervenire con una terapia di supplementazione. 

Vitamina D ed esposizione al sole dei bambini fino a 2 anni

I bambini molto piccoli, come i neonati, di solito non si espongono, ma, come consigliano i pediatri, devono assumere la vitamina D nei primi 2 anni di vita”.

Per i bambini, infatti, attualmente c’è un programma non obbligatorio che prevede la somministrazione di vitamina D nella forma di gocce di adisterolo (vecchia forma di vitamina D, ancora molto efficace) che il pediatra suggerisce nei primi 24 mesi per evitare l’insorgere del rachitismo. 

“Di fatto, oggi, è comune l’utilizzo di varie tipologie di latte artificiale (una volta che non si assume più il latte materno) che hanno formulazioni arricchite e rinforzate anche con questa vitamina”, commenta la specialista.

Integratori di Vitamina D in estate: sospenderli o continuare?

“Se si stanno prendendo integratori, perché c’è una condizione di malattia e di carenza per cui è stata proposta una supplementazione – avverte Corbetta – questi NON vanno assolutamente sospesi durante l’estate. 

Solitamente in estate, con il sole, si alzano i livelli di vitamina D che in inverno, inevitabilmente, si abbassano; ed è solitamente verso marzo-aprile-maggio che si toccano i livelli più bassi (è quasi fisiologico). 

Le persone che hanno indicazione ad assumerla la devono prendere in maniera ottimale tutti i giorni, ma si può prendere anche una volta alla settimana con dosaggi cumulativi. Al momento non ci sono evidenze che l’assunzione di vitamina D in soggetti senza indicazione medica dia effettivamente benefici”.

I falsi miti sulla Vitamina D: colesterolo, diabete etc

Negli ultimi 20 anni, si è scoperto che la vitamina D ha dei potenziali effetti benefici soprattutto per quanto riguarda il trofismo muscolare (es. la contrattività del muscolo cardiaco), effetti positivi nel modulare l’azione dell’insulina o di altri ormoni ed effetti anti-neoplastici e immuno-modulatori. 

Questi studi, tuttavia, non sembrano avere una rilevanza clinica sicura (a riguardo sono ancora in corso alcuni studi): “Bisogna fare un po’ di chiarezza su questa questione, perché spesso si sentono molte fake news sulla Vitamina D, come per esempio, quella di una sua possibile azione nella prevenzione del diabete

Sia chiaro che non esistono, inoltre, evidenze relativamente al fatto che l’assunzione di vitamina D possa fare ingrassare o abbassare il colesterolo”, conclude la professoressa.

Fonte: www.grupposandonato.it

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