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Buzzi: operata bimba di due giorni per ernia diaframmatica

Redazione 16 Luglio 2018
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L’intervento, il primo in Lombardia, richiede molta esperienza nelle chirurgie mininvasive e la collaborazione tra specializzazioni diverse che una struttura come il Buzzi e poche altre in Italia possono garantire.

L’ernia diaframmatica colpisce pochissimi bimbi, tra uno su 2000 e uno su 5000, e si caratterizza per il malfunzionamento del diaframma nella chiusura, purtroppo già nel feto, cosa che consente la risalita di visceri dalla cavità addominale fino in torace.

Le complicanze sono tante: ipoplasia polmonare di grado variabile, spostamento del cuorealterazioni cardiocircolatorie e respiratorie neonatali tali da determinare una mortalità che può superare il 50% nelle forme più severe.

Il metodo migliore per affrontare il problema è scoprirlo prima del parto: grazie alle competenze del Servizio di Diagnosi Prenatale e Medicina Fetale della Clinica Ostetrico-Ginecologica del Buzzi la piccola è stata sottoposta, attraverso l’utero materno, ad uno studio con Risonanza Magnetica Fetale, che ha confermato la presenza di questa grave malformazione.

I genitori sono stati seguiti in tutto, con tutti gli specialisti che hanno illustrato i passi da compiere e uno psicologo per aiutarli.

In seconda giornata di vita, dopo un’adeguata rianimazione postnatale, le condizioni della piccola mostravano una stabilizzazione dei parametri vitali ed una condizione anatomica del difetto diaframmatico che ha reso possibile l’adozione di una tecnica chirurgica mininvasiva avanzata: la correzione per via toracoscopica con 3 piccoli accessi (buchini) da 3 mm in torace evitando il ricorso all’intervento tradizionale che prevede un approccio aperto laparotomico ampio.

I  vantaggi dell’intervento sono la scarsa invasività in un paziente complesso, il minor trauma sull’intestino e sugli organi risaliti in torace, le minori aderenze viscerali postoperatorie. In aggiunte, riduce il rischio di deformità della gabbia toracica nell’età evolutiva.

Fonte e foto: comunicato Fatebenefratelli

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