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Ipotermia: a Varese un centro regionale di riferimento

Redazione 21 Gennaio 2019
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L’Ospedale di Circolo di Varese è uno dei centri regionali di riferimento per il trattamento del paziente ipotermico accidentale.

Istituito quattro anni fa, il Centro è diretto dal Dott. Luigi Festi in collaborazione con il Prof. Cesare Beghi, Direttore della Cardiochirurgia.

Festi, in particolare, è un chirurgo che negli anni si è specializzato in Medicina di Montagna, e può contare sulla collaborazione con i maggiori esperti al mondo in questo campo. In virtù proprio di queste competenze, è anche ideatore e direttore didattico del Master Internazionale in Mountain Medicine dell’Università dell’Insubria e Presidente della Commissione Medica Centrale del Club Alpino Italiano.

E’ proprio il Dott. Festi a spiegarci cos’è l’ipotermia e come la si previene, non solo in occasione di gite in montagna.

“Tutti noi in questi giorni ci copriamo e cerchiamo riparo dal freddo in ambiente caldo. In montagna, durante le escursioni, le gite alpinistiche o sugli sci, può capitare di non poterci riscaldare, ma anzi di essere sottoposti a condizioni climatiche che comportano una impossibilità al mantenimento della temperatura corporea usuale. – spiega Festi – Ma anche nelle nostre città, in condizioni di degrado o povertà, l’impossibilità a riscaldarci adeguatamente può comportare la comparsa di ipotermia, ovvero l’incapacità di contrastare un abbassamento generalizzato della temperatura corporea, ricorrendo o aiutando i processi fisiologici di adattamento, il più conosciuto dei quali è il brivido. Quando l’azione del freddo si localizza invece su ben definite parti del corpo umano, mani, piedi, viso, si parla di congelamento”.

Precisamente, si raggiunge uno stato di ipotermia quando la temperatura corporea, normalmente a 37 gradi C scende sotto i 35 gradi. Questo fenomeno è favorito ovviamente dalle condizioni ambientali, da una insufficiente protezione con adeguato abbigliamento, dalla presenza del vento, da condizioni di denutrizione, di malattia, dalla presenza di umidità, dall’assunzione di alcool o droghe.

L’ipotermia – continua Festi – è spesso sottovalutata: basti pensare che può presentarsi in alcune condizioni, di notte o in presenza di eventi metereologici estremi, anche nel periodo estivo. Per valutare l’entità dell’ipotermia si ricorre alla tabella stilata 20 anni fa dallo svizzero Bruno Durrer, che individua 4 stadi di ipotermia”.

Il Dott. Festi precisa che il primo presidio per evitare la comparsa di ipotermia, che al grado 3 e 4 della classificazione può essere mortale, è quello di affrontare l’ambiente freddo in buone condizioni di salute ed adeguatamente equipaggiati.

Leggi l’intervista completa sul nuovo sito della ASST Sette Laghi

Fonte: comunicato ASST Sette Laghi

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