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Nei, melanoma e sole: ecco tutto quello che c’è da sapere

Redazione 29 Luglio 2020
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In Italia i dati AIRTum (Associazione Italiana Registri Tumori) parlano di più di 12mila nuovi casi di melanoma ogni anno e l’incidenza è in continua crescita: la dottoressa Calò, dermatologa dell’Ospedale di Niguarda, ci parla di come porre la dovuta attenzione a nei e melanomi soprattutto d’estate, con la maggiore esposizione al sole.
La mortalità è per fortuna in calo, perché questa patologia viene diagnosticata sempre più precocemente e l’eliminazione con una corretta asportazione chirurgica, durante la fase di sviluppo iniziale, rende questo tumore guaribile.

I comportamenti da adottare per ridurre il rischio di melanoma

È fondamentale innanzitutto esporsi al sole con le dovute precauzioni fin dall’infanzia. In generale bisogna proteggere la pelle evitando di esporsi durante le ore più calde (in particolare per i soggetti con pelle chiara e con tendenza alle scottature solari), tra le ore 11 e le 16, ed evitando l’abitudine, purtroppo sempre più diffusa, di sottoporsi a lampade o lettini abbronzanti. Sotto il sole è consigliabile indossare cappelli e occhiali da sole e usare creme protettive adeguate al proprio fototipo di pelle, applicandole più volte in modo da assicurare una copertura continua.

Non solo al mare:  questo tipo di precauzioni andrebbero adottate ogni qual volta si pratica un’attività all’aria aperta. Queste attenzioni vanno riservate soprattutto ai bambini, che hanno una pelle più sensibile: il processo di trasformazione tumorale è, infatti, molto lungo e può derivare da un’alterazione, come una grave scottatura, che è avvenuta in età pediatrica.

È inoltre necessario controllare periodicamente l’aspetto dei propri nei: è importante il consulto del dermatologo, ma anche l’auto-esplorazione allo specchio con l’aiuto di un’altra persona per i punti non visibili come il dorso ed il cuoio capelluto.
La dermatologia di Niguarda può contare su apparecchiature come il videodermatoscopio e la stereomicroscopia ad epiluminescenza che aiutano lo specialista ad individuare e a mappare anche le più piccole lesioni sospette.

La regola dell’ABCDE per i nei sospetti

A sta per Asimmetria: il melanoma è una macchia irregolare nella quale non è possibile identificare due metà simili tra loro. La gran parte dei nei benigni sono invece regolari.

B significa Bordi irregolari e frastagliati a “carta geografica”: un neo sospetto ha i contorni irregolari, un neo benigno è rotondo e ben definito.

C come Colore variabile, che può comprendere sfumature diverse all’interno dello stesso neo o un colore intensamente nero che si differenzia dagli altri nei.

D come Dimensioni: queste aumentano sia in larghezza sia in spessore. Ci si trova in una situazione di possibile pericolo quando la macchia supera i 6 mm di diametro.

E come Evoluzione progressiva: raramente il melanoma resta identico a se stesso in quanto la lesione tende a crescere e allargarsi rapidamente.

Vero o falso?

Tagli, lesioni e urti non sono pericolosi per i nei.
Vero. I traumi non incidono sulla natura maligna o benigna di un neo.

I nei di grandi dimensioni, sono i più pericolosi, perché degenerano sempre in melanoma
Falso. I nei grossi non sono più a rischio di quelli piccoli. Se però le dimensioni del neo crescono all’improvviso, occorre rivolgersi subito ad un dermatologo.

Quelli che abbiamo fin dalla nascita sono più a rischio di quelli che compaiono da adulti.
Falso. Non sono più pericolosi, ma vanno controllati mediante l’autoesame e il controllo dallo specialista. Occhi ben aperti su quelli che si modificano o quelli che compaiono all’improvviso.

Asportare un neo è pericoloso.
Falso, anzi è vero il contrario. Perché se il neo presenta anomalie è bene toglierlo.

Chi ha molti nei non può prendere il sole.
Falso. Anche chi ha molti nei può esporsi al sole ma con prudenza. L’importante è che la cute venga protetta con adeguati filtri solari e con protezioni naturali (vestiti, occhiali, cappellino ed ombrellone). Tuttavia le caratteristiche dell’esposizione solare devono essere compatibili con il fototipo (il fototipo viene definito dal colore della pelle, dei capelli, dalla predisposizione alla comparsa di eritemi e dall’attitudine all’abbronzatura).

Fonte: www.ospedaleniguarda.it

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