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Angioplastica coronarica – Masahiko Ochiai in visita

Carlo Sighirleghi 17 Novembre 2017
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Il Sol Levante arriva in visita al Bolognini di Seriate.

Le nuove metodologie e tecniche nel campo dell’angioplastica coronarica hanno permesso di attuare miglioramenti molto significativi. Determinante da questo punto di vista  l’apporto  del professor Masahiko Ochiai, guru nel trattamento delle ostruzioni coronariche croniche totali, presente all’ospedale Bolognini di Seriate per una visita e per una “lezione sul campo”.

Professore presso la divisione di Cardiologia dell’Università di Yokohama, Ochiai è tra i massimi esperti emodinamisti del mondo per quanto riguarda il trattamento per via retrograda delle occlusioni totali  coronariche croniche (CTO).

Il dott. Maurizio Tespili, direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia, all’avanguardia da sempre per tecniche e metodologie applicate ha accolto con entusiasmo queste nuove metodiche che ampliano l’offerta già ampia delle attività alle quali il reparto si dedica.

La ricanalizzazione retrograda delle CTO presuppone un elevato livello tecnico e di conoscenza dei materiali. Il prof Ochiai, esperto di livello mondiale, ha supportato il team di Seriate (in particolare i dott.ri Alfonso Ielasi e Antonio Silvestro) nell’esecuzione di due casi altamente complessi di ricanalizzazione retrograda di CTO (casi “semplici” in retrograda già eseguiti dagli operatori di Seriate da circa 2 anni)

Le CTO sono delle lesioni riscontrate  nel 15-20% dei pazienti che afferiscono nei laboratori di emodinamica. Sono lesioni più difficilmente trattabili (rispetto le “semplici” stenosi) poichè come dice il nome stesso la coronaria è chiusa totalmente cioè il 100% del suo lume è ostruito.

Pertanto “transitare attraverso un muro è chiaramente  più complesso che farlo se hai uno spiraglio di una porta socchiusa”.

Il transito attraverso la CTO può avvenire per via anterograda (più comune e routinariamente eseguita a Seriate con elevate percentuale di successo) o per via retrograda (meno comunemente eseguita e chiaramente più complessa) ossia sfruttando circoli collaterali (“by pass naturali”) che si sviluppano a partire da uno dei vasi coronarici non occlusi, raggiungendo dunque l’occlusione dalla sua porzione distale che solitamente risulta più morbida e facilmente transitabile con il filo guida rispetto la porzione prossimale della CTO stessa.

La ricanalizzazione per via retrograda è una procedura articolata (di cui sono maestri i Giapponesi) che richiede più tempo, nonchè diversi materiali e tecniche rispetto un’ angioplastica su altri tipi di lesione. Innanzitutto sono necessari due accessi arteriosi (rispetto un singolo utilizzato in altre procedure) tramite cui verranno introdotti due cateteri guida che serviranno per iniettare contemporaneamente il mezzo di contrasto nella coronaria occlusa ed in quella che fornisce i by-pass naturali in modo da visualizzare il percorso che dovrà compiere il filo guida (anche i fili guida per attraversare il muro hanno caratteristiche differenti rispetto le guide standard). Quest’ultimo viene fatto transitare, sostenuto da un microcatetere ultrasottile, attraverso i by-pass naturali fino a giungere (non sempre possibile) al segmento distale della CTO a quel punto con diverse manovre (“CART”/”reverse CART”) è possibile attraversare il segmento occluso per via retrograda aprendo poi la strada per un trattamento anterogrado classico.

“La Cardiologia interventistica dell’ospedale Bolognini rappresenta una risorsa importante di estremo valore per tutto il nostro territorio –  commenta il Direttore generale dell’ASST Bergamo Est, Francesco Locati. Reputo  fondamentale incentivare la formazione a così elevati livelli. Questo incontro rappresenta un’occasione senza precedenti e sono certo che gli operatori coinvolti abbiamo potuto trarre stimoli e insegnamenti preziosi.

Fonte (testo e foto): ASST Bergamo Est – comunicato

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