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Sentenza su talco cancerogeno: la parola ad AIRC, chiariamo qualche dubbio

Redazione 13 Luglio 2018
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Spesso sentenze e scienza, purtroppo non sono perfettamente sovrapponibili ed è il caso di quanto accaduto nella sentenza del “talco cancerogeno”. Per chiarire molti dubbi sollevati dai rimborsi milionari degli ultimi anni a cui giurie hanno obbligato al Johnson & Johnson per la rischiosità del talco, la AIRC (Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro) ha publicato un approfondimento che dovrebbe perlomeno chiarire gran parte dei dubbi. Quando troviamo approfondimenti così esaustivi, non possiamo fare altro che invitarvi a leggerlo.

Potete trovare l’approfondimento completo qui, sul sito di AIRC.

  • Una sentenza statunitense del 2016 ha condannato una nota azienda produttrice di talco, per non aver dichiarato sulle confezioni che il talco è “potenzialmente cancerogeno”, a risarcire i parenti di una donna morta di cancro dell’ovaio.
  • Molte evidenze scientifiche non vanno però nella stessa direzione di tale sentenza: nella maggior parte dei casi non si nota una correlazione tra uso di talco e aumento del rischio. Quando emerge un piccolo aumento del rischio, si tratta di studi retrospettivi, basati sui ricordi delle persone intervistate e quindi meno affidabili di studi sperimentali.
  • A “discolpa” del talco vi sono anche due importanti fattori: in nessuno studio è stata notata una relazione tra uso di talco a livello inguinale (o addirittura all’interno della vagina) e aumento del rischio; né è stata individuata una relazione tra durata del consumo di talco e frequenza della malattia (una relazione invece quasi sempre esistente nel caso dei carcinogeni).
  • Per ragioni di precauzione gli esperti consigliano comunque di evitare l’uso del talco a livello inguinale o genitale, ma non rilevano rischi legati al contatto cutaneo per altre parti del corpo.

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