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Medicina

Calcoli: quando il dolore si fa insopportabile

Redazione 12 Ottobre 2018
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Chi ha provato una colica renale, sa quanto i sintomi possano essere dolorosi. Responsabile di questa patologia sono i calcoli. Se non eravate bravi in matematica, sappiate che i numeri non c’entrano nulla: si tratta, invece, di aggregati cristallini la cui presenza determina uno spasmo dell’uretere.

Non è un problema esclusivo della modernità: già i Greci ne parlavano, anche se alcuni studi indicherebbero che i pazienti affetti da calcolosi renale stiano aumentando negli ultimi decenni..

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I calcoli si formano quando le urine si sovrasaturano di soluto: la prima regola per evitarli è quindi bere molta acqua (almeno due litri al giorno, ma alcuni autori arrivano a consigliarne tre). Uno studio italiano condotto su un campione di mille individui ha rilevato come le coliche siano più frequenti con una temperatura superiore ai 27 gradi e un’umidità inferiore al 45%, per la perdita di liquidi dovuta a sudorazione. Inizialmente i calcoli  sono asintomatici: il dolore arriva in seguito. Chi ha una colica renale avverte un dolore addominale improvviso e molto intenso che può irradiarsi verso il basso fino all’inguine e talvolta ai genitali: ma il fastidio può essere anche ai fianchi o presentarsi nella parte posteriore, a livello lombare.

La familiarità pare essere un fattore di rischio, così come la disidratazione e alcuni regimi dietetici. Spesso i calcoli sono recidivanti: in chi ne soffre, tendono a ripresentarsi.

La buona notizia è che, fortunatamente, esistono terapie efficaci. Calcoli di piccole dimensioni sono di frequente espulsi spontaneamente, e possono comunque essere individuati con una radiografia o da un’ecografia. Nella gran parte dei casi si riesce ad evitare l’intervento chirurgico: il medico prescriverà un regime alimentare appropriato che comprenda un’abbondante assunzione di liquidi, teso a favorire il movimento del calcolo. La procedura usata con maggiore frequenza per il trattamento dei calcoli renali, però, è la litotrissia extracorporea a onda d’urto (vedi foto), che frantuma il calcolo in particelle più piccole che possono essere espulse facilmente.

Ma quando è il caso di preoccuparsi? Oltre al dolore, sintomi che possono destare attenzione sono bruciore durante la minzione e sangue nelle urine.

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