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Medicina

Prostatite: la birra è il nemico numero uno

Redazione 17 Ottobre 2018
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Si parla di prostatite in presenza dell’infiammazione della ghiandola prostatica, appartenente all’apparato genitale maschile.

I sintomi non sono sempre gli stessi e di uguale intensità. Si può passare da un leggero fastidio a una sintomatologia molto più violenta, in fase acuta: non solo una frequenza maggiore nell’urinare, ma anche dolori dell’intero apparato urinario, ritenzione di urina, febbre, bruciori nella minzione e anche mal di schiena.

Quattro le tipologie: prostatite batterica acuta o cronica (questa più rara, riguarda un solo caso su venti), prostatite non batterica e prostatite asintomatica.

In ogni caso, se si è affetti da una tipologia di prostatite è sempre meglio bere molta acqua ed evitare di bere caffè, il cibo piccante in ogni sua forma e di bere alcolici. Nemico numero uno la birra, assolutamente da evitare per la presenza di luppolo (contiene sostanze simili a estrogeni e può interferire con la produzione ormonale) e lieviti, che potrebbero contribuire alla componente batterica. La birra infatti è una delle poche bevande alcoliche in cui anche al momento del consumo i lieviti rimangono “vivi”. È raccomandato anche fare attività fisica.

Per altre notizie e informazioni su prostata e prostatite clicca qui

Per la diagnosi: verrà probabilmente chiesto al paziente se ha avuto rapporti sessuali non protetti con partner non abituali, o si ricordi di altri contatti a rischio. Se gli esami effettuati (ricerca di batteri nel liquido seminale e nelle urine, test di Stamey, monitoraggio valori ematici di Antigene Prostatico Specifico -PSA-, e all’occorrenza ecografia prostatica transrettale e uroflussometria con valutazione ecografica del residuo post-minzionale) saranno positivi, si interverrà con una terapia antibiotica e antinfiammatoria.

La prostatite non batterica infine ha altre cause tra cui gioca un ruolo importante anche la componente psicologica (ansia e stress), soprattutto nelle persone affette prima dei 40 anni di vita. Per parlare di prostatite i sintomi devono manifestarsi per diversi mesi e una cura non può limitarsi ad aggredire i sintomi, ma anche le cause, integrando all’occorrenza antibiotici, antinfiammatori, alfa-bloccanti, integratori e psicoterapia, oltre che provando a eliminare o almeno a contenere quei fattori stressanti che potrebbero contribuire al manifestarsi della malattia.

Prevenire? Corretta alimentazione, sport (senza esagerare) e una attività sessuale regolare contribuiscono a mantenere la propria prostata in buone condizioni.

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