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Attenzione: venerdì sciopero nazionale della sanità

Redazione 22 novembre 2018
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Prestate molta attenzione al prossimo venerdì 23 novembre, che sarà nero per lo sciopero della sanità in tutta Italia. Si prospetta una adesione all’iniziativa più alta rispetto alle ultime volte.

Si fermeranno dirigenza medica, veterinaria, sanitaria, professionale, tecnica e amministrativa del Servizio Sanitario Nazionale. Saranno garantiti i servizi essenziali (lista in fondo all’articolo).

Lo sciopero è stato indetto per queste necessità:

  •  Un finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale 2019 che preveda le risorse indispensabili per garantire i nuovi Lea ai cittadini e per onorare i contratti di lavoro scaduti da 10 anni. E’ spregevole mettere in competizione, su risorse insufficienti, il diritto alla cura dei cittadini e quello a un dignitoso contratto di lavoro per i professionisti che quelle cure devono erogare.
  • L’erogazione alla Dirigenza medica, veterinaria e sanitaria degli stessi aumenti contrattuali previsti per il restante pubblico impiego, risolvendo in via definitiva l’annosa questione del riconoscimento dell’indennità di esclusività di rapporto nella loro massa salariale.
  • Il superamento, alla firma del CCNL, del congelamento al 2016 del trattamento accessorio posto dalla legge Madia, restituendo la Retribuzione Individuale di Anzianità dei dirigenti pensionati, patrimonio contrattuale irrinunciabile delle categorie, ai fondi aziendali per assicurare le risorse necessarie per carriere e disagio.
  • La cancellazione dell’anacronistico blocco della spesa per il personale della sanità, fissato al dato 2004 ridotto dell’1,4%, per facilitare il turnover del personale aprendo una grande stagione di assunzioni nel SSN in grado di fare fronte nei prossimi 5 anni al pensionamento del 40% dei medici, veterinari e dirigenti sanitari attualmente operanti come dipendenti nel SSN, completando altresì i percorsi di stabilizzazione dei precari della Dirigenza, avviati con la legge Madia, ma ancora disattesi in molte Regioni.
  • La previsione nella legge di bilancio per il 2019 del finanziamento di quota parte del contratto 2019-2021, o perlomeno dell’indennità di vacanza contrattuale, anche per sfuggire al sospetto di un nuovo blocco contrattuale.

A questi temi nazionali si aggiungono temi tipicamente lombardi, che acuiscono le difficoltà del servizio sanitario pubblico, quali:

  • la mancata definizione dei fabbisogni e delle dotazioni organiche, ferme al rilievo fatto nel 1999, quindi quasi venti anni fa;
  • un Piano Sanitario per la Cronicità che ha mostrato tutta l’incapacitàdi mettere in filiera corretta le risorse territoriali costituite dai Medici di Medicina Generale e dai Pediatri di Libera Scelta, Specialisti Ambulatoriali, Professioni Sanitarie e della Prevenzione, Educazione ed Assistenza, scaricando tutto sulla parte Ospedaliera e distogliendola dalla sua funzione di gestione dell’Acuto e dell’Emergenza/Urgenza;
  • la vessazione dei giovani medici, assunti con iniqui contratti libero professionali senza le minime garanzie degne di un paese civile;
  • il netto decremento del numero dei medici veterinari che mette a repentaglio l’erogazione dei LEA;
  • una rete ospedaliera obsoleta nonostante la riforma e la presunta riorganizzazione che ha gravato sempre più sugli ospedali decretando il fallimento di una organizzazione territoriale affidata alle ex ASL e ora alle ATS.
  • le sempre più scarse possibilità di carriera dei medici ospedalieri, ne favoriscono la fuga verso il privato o verso la pensione visti i turni massacranti anche per i non più giovani.

 

Sono assicurate agli utenti l’erogazione delle cure e dei servizi essenziali, ma si segnala il rischio di possibili disagi e rallentamenti nelle prestazioni.

In parole povere, nella sanità saranno assicurati i servizi minimi tipici dei giorni festivi, ovvero:

– Pronto Soccorso e servizi connessi alle problematiche non differibili della salute dei cittadini, ricoverati e non;
– Protezione civile;
– Personale tecnico per la preparazione dei pasti e degli altri servizi di base;
– Assistenza domiciliare;
– Attività di prevenzione urgente (contaminazione alimenti, bevande, etc);
– Vigilanza veterinaria;
– Attività per la funzionalità degli impianti delle strutture sanitarie (riscaldamento, acqua, informatica).

Nei centri prelievi saranno garantiti soltanto:

  • analisi urgenti attestate dal medico richiedente.
  • analisi per utenti in terapia anticoagulante.
  • analisi per il monitoraggio della terapia antiblastica.
  • ricezione di prelievi domiciliari già eseguite.
  • attività amministrative di preaccettazione/prenotazione.

Nello sciopero sono compresi anche IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), IZS (Istituti Zooprofilattici Sperimentali) ed ARPA, i dipendenti delle Aziende ed Enti del SSN anche di Strutture a carattere privato e/o religioso che intrattengono un rapporto di convenzione e/o accreditamento con il SSN.

Lo sciopero è stato indetto da AAROI EMAC – Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica, con l’adesione di ANAAO ASSOMED- CIMO-FP CGIL MEDICI E DIRIGENTI SSN-FVM Federazione Veterinari e Medici-FASSID (AIPAC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR)- CISL MEDICI – FESMED-ANPO-ASCOTI-FIALS MEDICI-COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE AREE CONTRATTUALI MEDICA VETERINARIA SANITARIA UIL FPL

Fonti: comunicato stampa PG23, quotidianosanità, ASST Varese

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