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Stenosi aortica calcifica: al Monzino si studia una proteina

Redazione 9 Dicembre 2018
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La stenosi valvolare aortica calcifica (la più diffusa tra le patologie valvolari), è causata, com’è noto, dall’accumulo di noduli mineralizzati che ne alterano la funzione, con conseguente insufficienza della valvola, rigurgito ematico e, infine, insufficienza cardiaca. È stata a lungo considerata una malattia derivante dall’accumulo di lipidi, dall’esposizione ai fattori di rischio tradizionali per l’aterosclerosi, dall’età e da determinanti genetici.

Oggi però si ritiene che nella genesi di questa grave patologia svolgano un ruolo altrettanto importante anche le forze meccaniche che agiscono sul tessuto valvolare durante il ciclo cardiaco e la suscettibilità delle cellule interstiziali valvolari (VIC) a tali forze. Suscettibilità che le rende dei veri e propri “meccano-sensori” tissutali.

Un nuovo studio dell’Unità di ingegneria tissutale cardiovascolare del Monzino, diretta dal dottor Maurizio Pesce ha indagato il ruolo della rigidità e dell’elasticità meccanica nell’attivazione delle VIC in due diversi contesti di patologia valvolare aortica, prelevando le cellule interstiziali rispettivamente da pazienti con stenosi aortica e da pazienti con insufficienza aortica (dunque con valvole non calcifiche e non caratterizzate da infiammazione estesa). I diversi gruppi di cellule sono stati coltivati su uno speciale supporto di coltura con rigidità modulabile e controllata con microscopio a forza atomica (AFM), il quale consente di monitorare le proprietà elastiche con risoluzione nanoscopica). In particolare, si è studiato il comportamento del fattore di trascrizione YAP correlato alla meccano-sensibilità, una delle proteine regolatrici coinvolte in una via di segnale con un ruolo chiave nella proliferazione e rigenerazione cellulare (la via “Hippo”).

I risultati dello studio potrebbero portare a importanti sviluppi clinici, in particolare attraverso l’inibizione della via di segnale mediata da YAP nel contesto patologico della stenosi aortica calcifica limitando la progressione della malattia. Inoltre lo studio dell’Unità di ingegneria tissutale cardiovascolare del Monzino potrebbe avere rilevanti implicazioni anche nella progettazione di scaffold con caratteristiche controllate meccanicamente, in vista di ulteriori sviluppi di ingegneria tissutale delle valvole.

Per saperne di più trovate l’articolo completo sul sito del Cardiologico Monzino

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