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Sospetto Helicobacter pylori, la risposta è nel Breath test

Redazione 26 Ottobre 2020
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L’Helicobacter pylori (HP), un batterio gram-negativo a forma di bastoncello con due-tre filamenti alle due estremità che resiste all’acidità del succo gastrico, è responsabile di dispepsia ulcerosa e delle ulcere gastriche e duodenali e viene scovato dal breath test: ne parla il Dottor Eugenio Jonghi-Lavarini, responsabile del Servizio di Endoscopia Digestiva e Gastroenterologia all’Istituto Clinico Sant’Ambrogio, gruppo San Donato.

Gli effetti dell’Helicobacter pylori

“Questo batterio, nella maggior parte dei casi asintomatico – spiega il dottor Eugenio Jonghi-Lavarini – rimane la prima causa di: 

  •  dispepsia ulcerosa 
  • ulcera gastrica e duodenale.

Essendo lungo pochissimi micron e dotato di micro flagelli, l’Helicobacter Pylori è in grado di muoversi e di annidarsi nel muco sovrastante la mucosa gastrica provocando una progressiva infiammazione delle pareti che, a lungo andare, può portare a: 

  •  gastrite cronica con erosioni
  •  ulcere
  • atrofia. 

Pur essendo un agente batterico a bassa infettività si è visto che la trasmissione da persona a persona può avvenire a contatto diretto per via orale con il passaggio di saliva

I sintomi

Non provocando sintomi specifici, il batterio può vivere a lungo, anche anni, nel nostro stomaco senza manifestarsi: quando però le nostre difese immunitarie si abbassano per qualche ragione ecco che si possono avvertire:

  • disturbi nella digestione con dolore
  •  nausea
  • vomito”. 

La diagnosi

“Per verificare la presenza dell’infezione da Helicobacter Pylori – continua l’esperto- ci sono tre metodiche molto precise: 

  • la ricerca istologica sulle biopsie effettuate durante una gastroscopia
  • la ricerca degli antigeni fecali per HP (HPSA) effettuate presso il nostro Laboratorio di Analisi
  • l’Urea Breath test”. 

Il Breath test scova l’helicobacter: cos’è e come funziona 

Il Breath Test (dall’inglese, Test del Respiro) – un esame semplice, non invasivo e di maggiore accuratezza diagnostica – sfrutta l’elevata attività ureasica di questo microrganismo per diagnosticare l’infezione, ovvero il batterio può vivere nello stomaco utilizzando l’urea presente nel muco gastrico. 

“L’esame si basa sulla somministrazione di urea marcata con un isotopo del carbonio non radioattivo (13C) – approfondisce lo specialista -. Una volta ingerita, l’ureasi prodotta dal batterio idrolizza l’urea in ammoniaca e anidride carbonica, che viene assorbita dalle pareti gastriche, quindi veicolata dal sangue e rapidamente escreta nell’aria espirata. Se vi è presenza di un’infezione gastrica da parte di Helicobacter Pylori, si ritroverà una certa quantità di anidride carbonica radiomarcata nell’aria espirata dal paziente dopo 30 minuti dall’inizio del test. Analizzando quest’aria, tramite appositi strumenti, è possibile confermare o meno la presenza dell’HP, procedendo con la prescrizione di una terapia eradicante idonea”.

Come si cura l’Helicobacter pylori

Una volta fatta diagnosi di Helicobacter Pylori è necessario combattere l’infezione attraverso una terapia antibiotica, per circa una-due settimane, attraverso l’assunzione solitamente di una o più tipologie di antibiotico. Parallelamente, si associano gli inibitori di pompa protonica per ridurre l’acidità dello stomaco potenziando l’effetto degli antibiotici. Questa terapia risulta essere efficace nel 90% dei casi.

La prevenzione

“Per quanto riguarda la prevenzione – conclude Jonghi-Lavarini – è molto importante ridurre i fattori di rischio eliminando: 

  • alcol 
  • fumo di sigaretta
  • antinfiammatori non steroidei perché possono abbassare le difese naturali della nostra mucosa gastrica

Inoltre, è bene incoraggiare un più frequente lavaggio delle mani al fine di ridurre il contatto di probabili agenti infettivi con le nostre mucose”.

Fonte: www.grupposandonato.it

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