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Disabilità in Valtellina: il percorso “DiVa” è un successo

Giovanni Deleo 12 Agosto 2017
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L’idea è ottima, e il successo meritato: consiste in un percorso facilitato per accedere a tutte le prestazioni mediche, dall’ambulatoriale al Pronto Soccorso per pazienti disabili. Sul territorio (ma non c’è alcun limite d’età) si ha una prevalenza delle attivazioni per pazienti sotto ai 40 anni, soprattutto riguardanti sindrome di Down, autismo, ritardo mentale, lesioni cerebrali e sindromi rare cromosomiche. Si contano già 132 adesioni per i primi sei mesi del 2017!

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Come funziona?

“Nel caso si tratti di sottoporsi a visite ed esami, saranno gli operatori del “Percorso DiVa” a prenotare le prestazioni al Cup-cassa, sempre in base alle classi di priorità indicate in ricetta, e, quindi, ad accogliere il paziente in uno spazio dedicato del Poliambulatorio, ad effettuare direttamente, sul posto, prestazioni di routine come i prelievi, e, poi, ad accompagnarlo nei luoghi di effettuazione delle visite avendo cura di far saltare o contenere al massimo la permanenza nelle sale d’attesa di concentrare in un solo giorno più prestazioni che il disabile necessiti.

In caso di ricovero, il paziente disabile viene alloggiato in una camera con bagno e con la possibilità di permanenza di un accompagnatore, gode di corsie preferenziali per visite e controlli strumentali, e resta in ospedale solo per il tempo strettamente necessario.
Anche in caso di accesso al Pronto Soccorso, scatta il “Percorso DiVa” e, indipendentemente dalla patologia manifestata, il paziente disabile viene assistito come fosse un “codice giallo”, salvo si presenti, già all’origine, con una patologia da “codice rosso”.”

Fonte: Comunicato Stampa ASST Valtellina e Alto Lario (per il documento completo clicca qui)

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