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Medicina

Spondilite anchilosante: un pericoloso mal di schiena infiammatorio

Redazione 11 Gennaio 2019
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La diagnosi di spondilite anchilosante, mal di schiena di tipo infiammatorio, è spesso difficile e si basa principalmente sulla storia clinica del paziente e sulla visita medica dello specialista e prevede, in seguito ad una visita reumatologica, esami di laboratorio per verificare gli indici infiammatori (che possono essere negativi), esami radiografici o risonanze magnetiche.

Può essere di aiuto richiedere il test genetico per verificare la positività di HLA-B27, benchè non tutte le persone con il test positivo abbiano la malattia, né la escluda averlo negativo.

La SA o SPA (spondilite anchilosante) è una malattia cronica infiammatoria molto dolorosa a carico delle articolazioni della colonna vertebrale che provoca un progressivo irrigidimento, fino a formare, nei casi più gravi, un’unica struttura vertebrale. In alcuni casi l’infiammazione può colpire anche altre articolazioni (spalle, ginocchia e caviglie) oppure apparati, come occhi ed intestino. Anche la psoriasi e malattie infiammatorie intestinali possono essere associate alla comparsa della SPA.

Le cause di questa patologia sembrano essere riconducibili a geni coinvolti nell’attivazione del sistema immunitario, innescando il processo infiammatorio articolare progressivo che porta ad un irrigidimento articolare e conseguenti gravi problemi motori.

Nei casi più gravi diventa invalidante, provocando un’anchilosi completa con una saldatura delle vertebre (colonna vertebrale a canna di bamboo) limitando in modo irreversibile il movimento.

Una diagnosi precoce permette di intraprendere un percorso terapeutico in grado di monitorare il grado infiammatorio attraverso diverse tipologie di farmaci, per garantire al paziente una vita serena. Anche una sana, continua e corretta attività fisica e la rieducazione posturale possono aiutare il paziente nella gestione della patologia.

I principali sintomi della spondilite anchilosante:

  • esordio iniziale in età giovanile, spesso sotto i 40 anni
  • dolore lombare/sacrale che compare gradualmente
  • il dolore peggiora a riposo e nelle ore notturne
  • il dolore migliora con l’attività fisica
  • rigidità mattutina per più di 30 minuti

Fonte: ASST Mantova

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