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Genitori anziani soli: conciliare le esigenze di tutti in famiglia comporta fare scelte

Elisa Psicologa 1 Luglio 2019
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Accudire genitori anziani rimasti soli pone delle scelte delicate da compiere: il tempo è poco, come gestire la propria famiglia? Occorre avvalersi di assistenza domiciliare o casa di riposo?

Buongiorno,
sono Marco, il figlio di Arturo che ha 85 anni. Dopo la morte di mia madre, mio padre ha cominciato ad avere molte difficoltà nel riuscire a gestire la vita quotidiana e serve molta assistenza. Vorrei portarlo in una casa di riposo, per permettere delle cure adeguate e della compagnia, ma sembra non accettare. Vorrebbe rimanere a casa ma chiama in continuazione e vorrebbe passassi molto tempo con lui anche se questo non è possibile. Le richieste cominciano a creare difficoltà con mia moglie e la gestione di mia figlia. Come posso convincerlo?

Grazie.

Marco, Mantova
Elisa Bonomessi, la posta di elisa
La posta di Elisa

Gentile Marco,

grazie per la domanda. La situazione riportata è comune ma, non per questo, banale.

La solitudine, la scomparsa di un coniuge, la perdita di alcune capacità cognitive e/o fisiche sono tutte condizioni che portano a un aumento della richiesta di attenzione e considerazione da parte dell’anziano. Spesso pongono la persona in difficoltà perché la relazione con i figli si sbilancia, tornando ad un’asimmetria dove però sono loro ad essere bisognosi di cure. Qualsiasi perdita di autonomia pone la persona a fare i conti con la mancanza di qualcosa e se, a questa, si aggiunge il lutto del coniuge si andranno a perdere anche le routine e la sicurezza acquisita dopo anni di vicinanza. In questo quadro di grande sofferenza, l’aggiunta di una richiesta di modificare uno spazio di vita può rivelarsi insostenibile e insopportabile.

L’altra faccia della medaglia è sicuramente quella di dover salvaguardare i propri affetti e la propria stabilità da parte dei figli, quindi la richiesta di un inserimento in un luogo idoneo alle nuove necessità dell’anziano appare legittima e ponderata. In queste situazioni, in linea generale, possono verificarsi dei momenti di sconforto o di difficoltà nella gestione delle richieste, che possono indurre a rabbia con relativi sensi di colpa, rispetto al genitore che non è più in grado di sostenere ma che deve essere sostenuto. In altri casi, emergono delle difficoltà di riconoscimento dei ruoli che porta a un desiderio di allontanamento, da parte dei parenti, dalla situazione e quindi ad una maggiore solitudine dell’anziano in questione.

Cercando di dare una risposta alla domanda, anche se ogni situazione sarebbe da analizzare meglio per essere il più possibile responsiva a tutti i componenti del nucleo familiare, bisognerebbe riconoscere le difficoltà dell’anziano e cercare di spiegare le difficoltà dei parenti nel rispondere ai nuovi bisogni. L’alternativa alla casa di riposo potrebbe essere quella di avere un’assistenza domiciliare che possa dispensare i familiari dalle urgenze quotidiane, anche se a discapito di un più ampio gruppo di persone che possano circondare l’anziano.

Concludendo, potrebbe essere utile capire quale tra le esigenze è quella più importante per garantire la qualità di vita migliore all’anziano, ovvero comprendere se preferire toglierlo dall’isolamento oppure lasciarlo in un luogo che possa sentire più suo, come la propria casa.

Elisa

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La Posta di Elisa è la rubrica del lunedì di Tisostengo. 
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