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Accumulatori seriali di animali in Brianza, la ATS interviene

Carola Rugani 19 Aprile 2018
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Accumulatori seriali, in inglese compulsive hoarders: se ne parla sempre più spesso, tanto da attirare anche l’interesse delle case di produzione televisive con programmi sul tema in cui “esperti” entrano in case di malati patologici analizzando i mucchi di oggetti, libri o altro stipati in case in cui è difficile muoversi.

Purtroppo questa patologia non riguarda soltanto il rapportarsi agli oggetti, ma anche agli animali. In questo caso si parla di animal hoarders.

Il Servizio di Igiene Urbana Veterinaria del Dipartimento Veterinario dell’ATS della Brianza è stato coinvolto, solo nell’ultimo mese, in due casi in cui erano interessati “accumulatori di animali”. Interventi che si concretizzano per segnalazioni di privati ai Sindaci dei comuni per odori e questioni igieniche. In tutto l’anno le segnalazioni sono mediamente una decina, ma sicuramente moltissimi sono i casi che non vengono segnalati.

L’intervento si sviluppa poi coinvolgendo vari enti e forze dell’ordine. Oltre al personale Veterinario del Dipartimento Veterinario vengono attivati: i servizi sociali delle Amministrazioni comunali, la Polizia Locale, fino all’attivazione, rispetto alla gravità della situazione contingente, degli operatori del Servizio di Urgenza-Emergenza Sanitaria (112).

Questa accumulazione senza freni di animali, infatti, porta anche al loro maltrattamento di cui la persona con la patologia non si rende conto.

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In tutti i casi, – riporta il comunicato della ATS Brianza – gli scenari che si sono svelati ai nostri occhi sono difficili da dimenticare: cumuli di cose, abbigliamento, stracci ed immondizia di ogni genere rendevano impossibile l’accesso ai locali ed anche l’utilizzo degli spazi per la destinazione originaria; gli appartamenti erano spesso privi delle necessarie forniture domestiche (acqua, gas, corrente elettrica), essenziali per un livello di vita appena dignitoso. I pavimenti erano cosparsi di feci e urina dei numerosi animali detenuti (per lo più gatti). L’odore, non facile da descrivere, invadeva i locali fino al punto da rendere impossibile la permanenza negli stessi per periodi prolungati. Gli animali detenuti si presentavano in stato di malnutrizione e con evidenti sintomi di sofferenza, negli appartamenti, in alcuni casi, sono state rinvenute casse di animali.

In base alla valutazione del benessere, gli animali vengono ricoverati presso le strutture sanitarie dell’ATS e sottoposti alle dovute e necessarie cure veterinarie.

Gli “hoarders”, se necessario, vengono affidati alle cure dei professionisti medici più appropriati. La cosa che più colpisce negli atteggiamenti di queste persone è che, nonostante la situazione di precarietà e di disagio in cui versano, mostrano preoccupazione e spiccata ansia più per gli animali che non per la propria salute.

 

Fonte: ATS Brianza

Foto: Wikimedia commons

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