fbpx
Caricamento

Type to search

Bergamo Medicina Notizie Locali Lombardia Ricerca Top

A Giuseppe Remuzzi (PG23 e Mario Negri Bergamo) il premio Lennox

Giovanni Deleo 19 Aprile 2018
Social

Giuseppe Remuzzi, direttore Nefrologia del Papa Giovanni XXIII di Bergamo e coordinatore delle ricerche del Mario Negri di Bergamo è stato insignito del prestigiosissimo «Lennox K.Black International Prize for Excellence in Medicine».

Il premio viene dal suo impegno nello studio degli ACE inibitori, farmaci nati per controllare la pressione, per bloccare o almeno rallentare il deterioramento della funzione renale. Frazie a lui milioni di persone hanno perlomeno la possibilità di ritardare l’ingresso in dialisi o addirittura di non andarci.

Quello che leggi ti è utile? Regala un like alla nostra pagina Facebook e iscriviti alla nostra newsletter per restare sempre informato sulle novità in Lombardia

Fonte e foto: comunicato Papa Giovanni XXIII (segue)

E’ Giuseppe Remuzzi, direttore della Nefrologia del Papa Giovanni XXIII e coordinatore delle ricerche dell’istituto Mario Negri di Bergamo, il primo italiano a ricevere il prestigioso «Lennox K.Black International Prize for Excellence in Medicine» dell’Università Thomas Jefferson di Philadelphia. La cerimonia di consegna del premio si terrà il 23 aprile. La cerimonia in Pennsylvania è diventata negli anni un appuntamento di confronto tra studiosi e ricercatori di tutto il mondo.

Istituito nel 1993, il Premio viene assegnato ogni due anni a ricercatori che si sono distinti per scoperte scientifiche significative. Si tratta infatti di un riconoscimento dell’impatto che la ricerca biomedica pionieristica ha per alleviare la sofferenza umana. Quest’anno è stato destinato alla ricerca nell’ambito della malattia renale cronica, con attenzione al paziente anziano e a come le scoperte scientifiche vengano applicate nella pratica clinica.
Gli studi di Giuseppe Remuzzi, condotti in collaborazione tra i ricercatori del Negri e i clinici dell’ospedale di Bergamo, si sono concentrati tra l’altro sull’utilizzo degli inibitori dell’enzima di conversione dell’angiotensina, i cosiddetti ACE inibitori. Il professore e i suoi collaboratori hanno studiato le capacità di questi farmaci, usati normalmente per abbassare la pressione, di rallentare e talvolta arrestare il progressivo deterioramento della funzione renale che si verifica in diverse forme di malattia, deterioramento che può condurre fino al punto in cui occorre sostituire la funzione renale con la dialisi e il trapianto.
Gli studi di Giuseppe Remuzzi hanno dato nuova speranza a milioni di persone. 
La terapia basata su questi farmaci,  ha risparmiato a moltissimi nefropatici  la dipendenza dalla dialisi. Le ricerche del del nefrologo italiano hanno quindi avuto un grande impatto clinico, ed hanno avuto una rilevanza internazionale, tanto che ora questa terapia è diventata lo standard di cura per molte malattie renali croniche.
Il nome di Giuseppe Remuzzi si affianca ora a quello di ricercatori di fama mondiale insigniti del “Lennox Prize” nelle precedenti edizioni. Tra loro anche due premi Nobel: l’australiano Barry Marshall, per il suo lavoro sull’Helicobacter pylori (2008) e il tedesco Harald zur Hausen (2010), per le ricerche sul cancro alla cervice e il ruolo del papilloma virus nel suo sviluppo.
Tags:

Potrebbe interessarti

Menu