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Asma: la pneumologia della ASST Rhodense in campo a Garbagnate

Carlo Sighirleghi 23 Maggio 2018
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L’Unità Operativa di Pneumologia dell’Asst Rhodense è molto attenta alle problematiche nella identificazione dell’asma, e per questo da tempo ha aperto un “filo diretto” con gli specialisti ed i medici di base del territorio. Data la complessità della patologia e la difficoltà nell’identificarla (l’asma non è una singola malattia, ma un insieme di diversi fenotipi) a volte capita che venga curata in modo troppo superficiale.

Proprio su questo stesso filone di intervento il corso teorico-pratico di due giorni “Masterasma”, svoltosi presso l’ospedale di Garbagnate e rivolto a pneumologi e allergologi. Relatori oltre al direttore dell’unità operativa di Garbagnate, Adriano Vaghi, pneumologi di vari ospedali d’Italia.

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Segue il comunicato della ASST Rhodense

“Ho difficoltà respiratore. Molto spesso mi manca il respiro” Una frase che molto spesso si sentono dire i medici. A volte la risposta sta in uno stato d’ansia, altre portano a malattie polmonari mentre una buona parte porta a diagnosi di asma. Una patologia ancora complessa da identificare e a volte curata anche in modo superficiale. L’Unità Operativa di Pneumologia dell’Asst Rhodense è molto attenta a queste problematiche e per questo da tempo ha aperto un “filo diretto” con gli specialisti ed i medici di base del territorio. Di recente presso l’ospedale di Garbagnate si è svolto “Masterasma” un corso teorico-pratico su asma e asma grave rivolto a pneumologi e allergologi, con il quale si è voluto “trasferire” nella pratica clinica quotidiana quelle che sono le più recenti innovazioni in campo diagnostico e terapeutico. Relatori oltre ai direttore dell’unità operativa di Garbagnate, Adriano Vaghi, pneumologi di vari ospedali d’Italia. “Nei due giorni di incontri, oltre alla fase teorica si sono svolte sessioni di esercitazione pratiche dove i partecipanti hanno potuto apprendere le nuove metodiche di indagine – afferma Adriano Vaghi – Tra queste lo studio dell’espettorato indotto, la misura dell’ossido nitrico espirato (FENO) , le diverse metodiche di broncoprovocazione, le resistenze oscillometriche, tutti test che servono per meglio caratterizzare il “ tipo” di asma da cui è affetto il paziente (l’asma non è una singola malattia ma un insieme di diversi “fenotipi”). Attraverso una migliore definizione del “tipo” di asma di cui è affetto il paziente sarà poi possibile prescrivere una “terapia personalizzata” o di “precisione” utilizzando in modo appropriato i nuovi farmaci biologici. “Incontri come questi sono di grande importanza per la qualità delle cure prestata ai pazienti, laddove le diverse competenze degli specialisti lavorano in sinergia per prendersi cura di una patologia emergente come quella asmatica e pneumologica più in generale. Mi preme anche ringraziare l’equipe guidata da Adriano Vaghi ed i professionista in particolare che, anche attraverso il ruolo istituzionale ricoperto all’interno della società scientifica, aggiunge valore ad un approccio serio e molto competente al trattamento ed alla cura dei pazienti. I nuovi modelli organizzativi e le innovazioni tecnologiche che, anche attraverso questi momenti di approfondimento vengono diffusi, consentono una sempre migliore presa in carico dei pazienti.” commenta Ida Ramponi direttore generale dell’Asst Rhodense

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