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Polmonite: bresciano ricoverato al San Gerardo di Monza

Redazione 11 Settembre 2018
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Un ventinovenne è ricoverato in prognosi riservata all’ospedale San Gerardo di Monza, dove è in trattamento “Ecmo” per la pulizia del sangue. Dalle prime informazioni avrebbe contratto la legionella. Per i forti dolori si era precedentemente presentato al pronto soccorso di Gavardo (Brescia), per poi essere trasferito nella struttura monzese. Purtroppo questo genere di cure, per avere esiti positivi richiedono molto tempo, almeno tre settimane in rianimazione.

Questo il bollettino medico appena diffuso dalla ASST Monza:

Il sig MB di anni 29 si è recato presso l’Ospedale di Gavardo nella notte del 4 Settembre per febbre, tosse produttiva e dispnea. Rapidamente diagnosticata e cominciato appropriato trattamento antibiotico x Polmonite da Legionella. Breve ricovero in Medicina da dove nella serata del 5 viene trasferito nella locale Reparto di Rianimazione. Dopo tentativo di Ventilazione Non Invasiva viene intubato e sottoposto a Ventilazione Meccanica nella serata del 6 Settembre. Visto il progressivo peggioramento degli scambi respiratori siamo stati contattati dai Colleghi di Gavardo nella mattina del 7 e pertanto è stata attivata la missione ECMO la mattinata stessa, il paziente connesso all’ECMO a Gavardo e trasferito presso il nostro reparto di Rianimazione Generale del presidio S. Gerardo della ASST Monza. 

Intanto, l’assessore al Welfare Giulio Gallera riferendo in Regione ha comunicato che -stando ai dati di ieri sera alle 20- i casi di polmonite al pronto soccorso si attestano a 235 (196 i ricoveri). Dodici i casi accertati di legionella (1 decesso).
In compenso, una buona notizia: “Possiamo dire che oggi -aggiunge Gallera- vi è una curva epidemica in calo, non ci sono dati che inducono a ritenere che ci siano nuovi casi”.

Qui il video tratto dal suo ultimo post su Facebook

Presso la ASST monzese, all’Ospedale di Desio, vi era un secondo paziente ottantaduenne ricoverato per polmonite da legionella, purtroppo deceduto sabato 8 settembre.

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Ultimo aggiornamento ore 16:15 – 11 settembre 2018


Ormai oltre 150 i casi di polmonite nella bassa bresciana, con gli over 60 tra i più colpiti. I comuni maggiormente interessati sono Carpenedolo, Montichiari, Calvisano, Remedello, Acquafredda, Ghedi, Isorella, Visano, Montirone.

La procura di Brescia ha aperto un’inchiesta, l’ipotesi di reato è epidemia colposa.

Tra la gente del posto serpeggia l’idea che ci possa essere un collegamento tra la diffusione della polmonite e l’improvvisa morte di più di venti anatre nella Fossa Magna di Carpenedolo, ma è assolutamente prematuro formulare qualsiasi ipotesi prima dei risultati degli esami dell’istituto zooprofilattico.

L’assessore al Welfare Giulio Gallera ha dichiarato che si ha la certezza del fatto che sia polmonite batterica, e quindi si considera ancora molto importante l’ipotesi legionella.

Intanto l’epidemia si espande anche nell’alto mantovano: all’ospedale di Asola erano a ieri ricoverati 22 pazienti. Altri 12 pazienti si sono rivolti al Pronto Soccorso della struttura in giornatasei di questi sono stati ricoverati al Poma di Mantova, altri sei risultavano ancora in Pronto Soccorso in fase di valutazione. (fonte: ASST Mantova)

(aggiornamento delle 7:30 – 11 settembre 2018)


10 settembre – La ATS Brescia sul suo sito scrive di avere attivato le opportune indagini epidemiologiche ed ambientali. Sono in corso approfondimenti sulla rete di distribuzione dell’acqua potabile, con corrispondenti campionamenti. La rete di medici sul territorio sono allertati per prestare la massima attenzione ai problemi alle vie respiratorie dei propri pazienti. casi e sugli esiti degli accertamenti.

Le Amministrazioni dei comuni, informate sull’evoluzione degli eventi, stanno collaborando per fornire adeguate indicazioni alla popolazione, che si riportano di seguito per una massima diffusione.

Questa l’intervista del TG1 a Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia. Più in basso, i consigli alla popolazione per minimizzare i rischi.

Avviso alla Popolazione

Non esiste alcun tipo di rischio per l’utilizzo dell’acqua alimentare e non sussiste alcuna restrizione al normale svolgimento dell’attività nelle varie comunità (scuole, luoghi di lavoro, ecc..).

Si invita la popolazione, a scopo precauzionale, ad attivare misure preventive come buone norme di comportamento.

Si invita a provvedere:
– alla manutenzione dei punti di emissione dell’acqua del rubinetto nelle abitazioni attraverso la sostituzione dei filtri o lasciandoli a bagno con anticalcare;
– a lasciar scorrere l’acqua calda e poi la fredda prima di utilizzarla, allontanandosi dal punto di emissione dopo l’apertura dei rubinetti ed aprendo le finestre. E’ opportuno eseguire sempre questa operazione dopo periodi di assenza dall’abitazione (esempio periodo di ferie).

Si invita ad evitare, sempre a titolo precauzionale, all’esterno delle abitazioni:
– le fonti di emissione di acqua vaporizzata, ad esempio non stazionando nei pressi degli irrigatori automatici o delle fontane presso le abitazioni;
– a fare la doccia solo dopo aver fatto scorrere l’acqua calda e fredda ed essersi momentaneamente allontanati dal punto di emissione dell’acqua e avere aperte le finestre;
– ad evitare l’utilizzo di vasche con idromassaggio;
– ad evitere di irrigare i giardini utilizzando pompe con diffusori a spruzzo;
– ad evitare di lasciare esposte al sole le canne per irrigazionedi orti e giardini;
– ad evitare l’impiego di acqua del rubinetto per riempire gli apparecchi per aerosolterapia o ossigenoterapia;
– a smontare, discrostare e disinfettare i filtri dei rubinetti, i soffioni e i tubi flessibili delle docce. Se del caso provvedere alla loro sostituzione;
– a portare la temperatura dell’acqua calda a 70° – 80°C per tre giorni consecutivi assicurando il suo deflusso da tutti i punti di erogazione per almeno 30 minuti al giorno.

Le persone affette da patologie croniche come diabete, malattie polmonari croniche, cardiopatie o altre patologie che deprimono il sistema immunitario come tumori, patologie infettive in corso devono prestare particolare attenzione ad alcuni sintomi: all’insorgere di difficoltà respiratorie e febbre è opportuno che si rivolgano al più presto al proprio medico curante.

Fonte: ATS Brescia

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