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Cuore rigenerabile dopo infarto: premiato progetto italiano

Redazione 8 Ottobre 2018
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La notizia è di marzo 2018 e riguarda il progetto europeo BIORECAR-Direct cell reprogramming therapy in myocardial regeneration through an engineered multifunctional platform integrating biochemical instructive cues,coordinato dalla professoressa Valeria Chiono del Politecnico di Torino, che propone una strategia di medicina rigenerativa per ripristinare nei tessuti cardiaci fibrotici la normale funzione contrattile attraverso quella che viene definita come riprogrammazione cellulare diretta, stimolata dall’iniezione di biomateriali in grado di rilasciare specifici fattori.

Il team di progetto include esperti biologi e biotecnologi di diversi enti, tra cui l’Humanitas di Milano: Carla Divieto (INRIM, Torino), Elisa di Pasquale (Humanitas Clinical and Research Center, Milano), Franca di Meglio e Daria Nurzynska (Università di Napoli “Federico II”).

Quando si verifica un infarto del miocardio circa un miliardo di cellule muore (i cardiomiociti, che regolano gli stimoli che consentono al cuore di contrarsi e  regolano la frequenza cardiaca) nell’arco di poche ore lasciando il posto a una cicatrice, tessuto fibroso, più rigido di quello cardiaco e privo di cardiomiociti capaci di contrarsi. Ad oggi, in questi casi il trapianto di cuore è la strada maestra.

Il progetto in questione utilizza la medicina rigenerativa, e le conoscenze acquisite permetteranno di porre le basi per un nuovo possibile trattamento per la disfunzione cardiaca sia post-ischemica, sia causata da altre patologie o da interventi chirurgici.

L’approccio è quello della riprogrammazione cellulare diretta, che integra nanomedicina, scienza dei biomateriali e ingegneria dei tessuti. Il progetto prevede il design di nanoparticelle polimeriche innovative, concepite con lo scopo di riprogrammare specificatamente le cellule presenti nella cicatrice post-infartuale (fibroblasti) cambiando l’espressione genica della cellula, che a quel punto sarà “riprogrammata” e trasformata in una cellula di tessuto cardiaco sano (cardiomiocita). Le nanoparticelle saranno somministrate direttamente nel tessuto infartuato attraverso un idrogel iniettabile dotato di ulteriori funzionalità per promuovere la conversione dei fibroblasti in cardiomiociti funzionali.

L’approccio, che attualmente è studiato principalmente negli Stati Uniti, verrà validato per la prima volta in Europa attraverso un modello in vitro di tessuto cardiaco fibrotico umano, quindi verrà sperimentato su un modello in vivo.

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