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Ambulatori colo-proctologici: completata l’offerta nel varesotto

Redazione 29 Gennaio 2019
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Ottimo avvio per l’ambulatorio di proctologia dell’Ospedale di Luino, afferente alla struttura di Chirurgia generale diretta dal Dott. Stefano Carini.

Istituito nel settembre scorso, i pazienti visitati ammontano già a 136, in rapida crescita, tanto che i posti disponibili, 10 al martedì e altrettanti al giovedì, vanno rapidamente esauriti e un buon numero di pazienti è già prenotato per i prossimi accessi.

Nello specifico, l’ambulatorio si occupa di tutte le patologie di ambito proctologico, sia di natura organica (emorroidi, ragadi, fistole, ascessi, lesioni di varia natura, prolasso rettale e lesioni sfinteriali), sia funzionale (stipsi, incontinenza fecale, dolore pelvico cronico). Per accedervi, serve l’impegnativa con richiesta di “visita proctologica”.

Con l’apertura di questo ambulatorio, che si affianca a quelli analoghi di Varese e Cittiglio, si porta a compimento una riorganizzazione interna all’intero Dipartimento chirurgico aziendale, diretto dal Dott. Eugenio Cocozza.

L’attivazione di questo ambulatorio non ha permesso solo di rispondere in maniera più vicina al territorio ad un preciso bisogno di salute – tiene a precisare il dott. Carini, coordinatore del Team proctologico aziendale -ma anche di creare un percorso diagnostico e terapeutico nell’ambito della patologia colo-proctologica e del pavimento pelvico che coinvolge tutti i presidi della ASST Settelaghi a partire dalla creazione di un vero e proprio team di specialisti“.

In altre parole, il paziente che ha disturbi di tipo proctologico viene visitato a Luino, piuttosto che a Tradate, Cittiglio o Varese da chirurghi iperspecializzati nel settore, con la certezza di ricevere le stesse prestazioni con lo stesso livello qualitativo.

Un passaggio importante per l’implementazione di questo progetto sarà l’acquisizione di una tecnologia di diagnostica ecografica del pavimento pelvico che dovrebbe arrivare nella prima metà dell’anno: “Lavorando con ricostruzioni tridimensionali, – spiega Carini – si ottengono risultati diagnostici spesso superiori a quelli dati da una risonanza magnetica“. 

Proseguendo in questa direzione, sotto la spinta del Dott. Cocozza, Direttore del Dipartimento Chirurgico, e del dott. Carini, si sta allargando il campo ad una visione multidisciplinare del problema che coinvolge il ginecologo, l’urologo, il radiologo e il fisiatra riabilitatore, tutte figure di primo piano nella corretta definizione delle patologie del pavimento pelvico e colo-proctologiche

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