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Disabilità e sessualità: quanto può essere difficile per un genitore fare la cosa giusta

Elisa Psicologa 8 Luglio 2019
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Accudire un figlio con disabilità porta a confrontarsi con tutte le sue esigenze, sessualità compresa. Per un genitore è forse uno dei momenti più complicati da affrontare.

Sono la mamma di un ragazzo di 17 anni con disabilità fisica. Da qualche tempo, lavandolo nelle parti intime mi sono accorta che ha delle erezioni. In questo momento mi sento in dubbio su come affrontare il problema perché sono imbarazzata e non so come comportarmi.

Erika, Milano
Elisa Bonomessi, la posta di elisa
La posta di Elisa

Cara Erika,

Il tema della sessualità nella disabilità spesso suscita difficoltà ed è percepito come problema anche se è un aspetto fondamentale nella vita di tutte le persone, a prescindere dall’età, dalle abilità fisiche e psichiche.

La compromissione dello stato fisico può essere un ostacolo sia per le persone che circondano questi soggetti che per chi è affetto da patologie. Il tema da tenere in considerazione è il riconoscimento di un bisogno fisiologico e mentale, permettendo la normalizzazione di una condizione che può far nascere sentimenti contraddittori in presenza di una difficoltà. Tali sentimenti possono oscillare tra l’imbarazzo, più facile da riconoscere, e la compassione, intesa come partecipazione del malessere altrui.

Non bisogna dimenticare che questi sentimenti o reazioni impediscono spesso di vedere in modo oggettivo la necessità dell’altro, non permettendo di identificarsi in chi è impossibilitato alla soddisfazione o all’espressione dei propri bisogni.

Oltra a questioni etiche ed empatiche che possono essere affrontate bisogna pensare a come gestire nel pratico le necessità che si presentano. Ritornando alla questione riportata, si tratta di un adolescente che comincia a scoprire il proprio corpo e le reazioni che questo può avere, assolutamente adeguate al momento di crescita.

La tematica reale è quella per cui un genitore non dovrebbe essere al corrente, almeno a livello pratico, di tale percorso di scoperta. Ovviamente in situazioni dove l’autonomia è compromessa tale separazione non può avvenire, facendo emergere nelle figure adulte che si occupano del ragazzo difficoltà più che comprensibili.
Le soluzioni per persone maggiorenni possono essere diverse, tra cui quella di ingaggiare professionisti con una formazione adeguata che possano soddisfare le necessità dei soggetti nel rispetto delle caratteristiche soggettive. Ai genitori di ragazzi minorenni spesso è richiesto uno sforzo maggiore in quanto devono assumersi la responsabilità di prendere decisioni apparentemente incompatibili con il proprio ruolo.

Concludendo, non si possono suggerire dei comportamenti più o meno adeguati di altri ma si possono superare meglio gli ostacoli mantenendo un atteggiamento non giudicante e comprensivo che permetta di rispondere nel modo più naturale alle esigenze del minore senza forzarsi in situazioni non tollerabili.

Elisa

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La Posta di Elisa è la rubrica del lunedì di Tisostengo. 
Per le vostre domande potete scrivere a LaPostaDiElisa@Tisostengo.com

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