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Niguarda: donatore fegato con HIV, ok il trapianto

Redazione 30 Maggio 2018
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Chiariamo subito: il trapianto è stato effettuato un anno fa prelevando il fegato da un donatore affetto da HIV su un paziente a sua volta sieropositivo.
Al momento del prelievo e del trapianto, i due erano affetti da HIV con una forma di malattia ben controllata, indicata come “negativizzata”, grazie alla applicazione della terapia antiretrovirale. Ad oggi, il ricevente sta bene e ha avuto un decorso totalmente regolare.

Solitamente il regolamento nazionale non consentiva di trapiantare organi da donatori infetti, ma vista la particolarità del caso “Il paziente ha ricevuto l’organo grazie ad una deroga del Nord Italian Transplant e del Centro Nazionale Trapianti al regolamento nazionale per la certificazioni degli organi trapiantati, che nel 2017 non contemplava la possibilità di utilizzare organi di donatori con infezione da HIV– spiega Massimo Puoti, Direttore della Malattie Infettive-”. Per salvargli la vita non c’erano altre possibilità, data l’urgenza con la quale il trapianto era atteso (il ricevente era affetto da una forma recidivante di tumore del fegato che complicava una cirrosi da virus B e Delta, non si poteva aspettare oltre) e quindi per la prima volta in Italia si è proceduto in tal senso. È notizia di marzo invece la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del protocollo che ha definitivamente introdotto la possibilità di trapiantare organi tra soggetti con infezione da HIV.

Grazie ai progressi fatti nella cura dell’HIV coi farmaci antiretrovirali, la speranza di vita delle persone sieropositive ha portato a inserirle tra i potenziali riceventi. Al Niguarda in circa  6 anni sono stati eseguiti 27 trapianti di fegato per ricevente con HIV, senza alcuna complicanza.

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Fonte: Niguarda

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