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San Raffaele: tutelare la salute renale con la dieta mediterranea

Carlo Sighirleghi 7 Giugno 2018
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Tutti sappiamo che il DNA è il codice della vita. Ma forse ai più sfugge che non stiamo parlando di qualcosa di immutabile, presente in modo identico e immutabile nelle nostre cellule dalla nascita. L’epigenetica nel corso degli anni ha dimostrato come il DNA interagisca con gli stimoli ambientali circostanti, venendone anche influenzato. Assume quindi grandissima importanza la prevenzione delle patologie cronico-degenerative correlate alle scelte alimentari e stili di vita. Il progetto RE.ME.DIET mira a definire il contributo della dieta mediterranea nella prevenzione e cura di patologie renali legate a malattie metaboliche, cardiovascolari e uro-nefrologiche, con l’obiettivo ultimo di individuare le modifiche del genoma umano apportate dall’assunzione di determinati alimenti capaci di rimodellare l’espressione del nostro DNA in senso protettivo e creare diete personalizzate per la salute del rene.

Fonte: comunicato HSR

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RE.ME.DIET è un progetto di ricerca scientifica promosso dall’Istituto di Ricerca Urologica (URI) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele avviato nel 2017 con l’obiettivo di dimostrare come la dieta mediterranea possa agire efficacemente per la prevenzione e la terapia di malattie renali correlate all’obesità, al diabete, all’ipertensione arteriosa e alla riduzione di massa nefronica (ovvero delle unità funzionali del rene, i nefroni) in seguito a intervento chirurgico per tumore renale.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato che un’alimentazione equilibrata e uno stile di vita corretto sono comportamenti fondamentali per una vita sana; tuttavia, il numero globale di persone affette da obesità e sovrappeso è in continuo aumento (più di 2 miliardi al mondo, secondo uno studio dell’Institute for Health metrics and evaluation dell’Università di Washington). Una vera e propria pandemia, che provoca l’aumento dell’insorgenza di malattie metaboliche (obesità e diabete), cardiovascolari (ipertensione arteriosa) e uro-onco-nefrologiche (insufficienza renale e tumore renale). Il primo fattore indiziato per il dilagare di queste malattie è un regime alimentare scorretto che comprende alimenti molto calorici che non forniscono gli elementi nutritivi essenziali.

Lo European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition (EPIC), un ampio studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità sulla relazione fra gli stili di vita e l’insorgenza di alcune malattie, ha rivelato come il modello della dieta mediterranea sia quello più efficace per il mantenimento di un buono stato di salute e per la prevenzione di diabete e obesità, tanto che nel 2010 il comitato inter-governativo dell’Unesco ha inserito la dieta mediterranea tra i patrimoni culturali immateriali dell’umanità.

Il progetto RE.ME.DIET vede i ricercatori di URI impegnati nello studio dell’impatto epigenetico della dieta mediterranea su prevenzione e terapia delle malattie renali, patologie che possono colpire buona parte dei pazienti affetti da obesità con una nefropatia denominata obesity related glomerulopathy. L’epigenetica è una branca della genetica che ha dimostrato come il DNA sia un sistema dinamico che dialoga e interagisce con gli stimoli ambientali circostanti e ha aperto nuovi orizzonti in tema di prevenzione delle patologie cronico-degenerative correlate a scelte alimentari e stili di vita.

RE.ME.DIET mira a indagare le modifiche del genoma umano apportate dall’assunzione di determinati alimenti capaci di rimodellare l’espressione del nostro DNA in senso protettivo. L’obiettivo futuro sarà quello di creare diete personalizzate per tutelare la salute renale dei pazienti affetti dalle più comuni patologie metaboliche, cardiovascolari e uro-nefrologiche. Il progetto RE.ME.DIET verrà condotto nell’arco di 36 mesi e coinvolgerà diversi centri di ricerca europei. Ideatori e responsabili del progetto sono il dottor Francesco Trevisani, nefrologo e ricercatore dell’Istituto di Ricerca Urologica (URI) dell’IRCCS Ospedale San Raffaele e la dottoressa Arianna Bettiga, nutrizionista e ricercatrice dello stesso istituto.

Cos’è URI?

L’Istituto di Ricerca Urologica (URI) nasce all’IRCCS Ospedale San Raffaele nel 2009 da un’idea del professor Francesco Montorsi, direttore dell’Unità di Urologia, con l’intento di creare un canale di interazione diretta tra ricercatori preclinici e urologi per avvicinare la ricerca di base alla cura del malato. I laboratori di URI sono dedicati alla farmacologia, alla biologia cellulare, alla biologia funzionale, alla biologia molecolare e alla genetica. Direttore di URI è il professor Andrea Salonia.

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