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Desio: eseguito il primo trattamento per la cura della prostata con tecnica di riscaldamento al vapore

Redazione 1 Luglio 2019
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Utilizzato per la prima volta in Lombardia all’Ospedale di Desio il trattamento con tecnica di riscaldamento a vapore per la terapia dei disturbi derivanti dall’ipertrofia della prostata per la patologia benigna ostruente.

Continua l’aggiornamento tecnologico presso l’Urologia dell’ospedale di Desio della ASST di Monza, grazie alla sensibilità della Direzione Strategica e in articolare della Direzione Generale, sempre attenta a favorire introduzione di nuove tecnologie emergenti per fornire ai propri pazienti il miglior risultato diagnostico terapeutico.

Il Direttore dell’Urologia di Desio, dott. Francesco Franzoso è già riferimento regionale per la terapia dei disturbi derivanti dall’ipertrofia della prostata per la patologia benigna ostruente, mediante la tecnologia “Green Laser” di cui detiene la maggior casistica della Lombardia e non solo; pochi giorni fa ha utilizzato per la seconda volta in Italia e prima in Lombardia una nuova tecnologia, che promette una vera rivoluzione per la cura della prostata già dalle fasi iniziali, utilizzando un trattamento termico al vapore, tecnica chiamata “Rezum”.

Questa terapia promette di ottenere un progressivo ritorno alle condizioni normali senza asportare la prostata, e senza far ricorso a trattamenti medici, evitando quindi fastidiosissimi effetti collaterali come la riduzione del desiderio sessuale e la perdita dell’eiaculazione (popolazione giovanile intorno 40 anni > 10-15%) o conflitto di farmaci per pazienti già in terapia per altre patologie.

Il trattamento è stato eseguito in day-surgery nei due casi trattati e i pazienti sono stati dimessi dopo 24 ore, ma la tecnica consente di dimettere dall’ospedale i pazienti il pomeriggio stesso, con un piccolo catetere di sicurezza per 3 giorni.

Il beneficio si manifesterà progressivamente, mediamente nei successivi tre mesi per raggiungere il risultato ottimale.

Si parla di procedura minimamente invasiva perché non è un vero atto chirurgico che asporta tessuto prostatico, ma semplicemente determina il riassorbimento del tessuto sottoposto a riscaldamento con il vapore, mediante una iniezione diretta nella ghiandola: questo tessuto progressivamente verrà riassorbito dall’organismo aprendo il canale uretrale e permettendo un ritorno a condizioni che consentano di urinare normalmente.

Ci sono anche significativi vantaggi economici per i pazienti che non saranno più costretti a lunghe terapie, controlli periodici, esami di vario genere.

Anche il sistema sanitario ne beneficerà: basti pensare ai minori costi di un ricovero ospedaliero per 2- 3 giorni con attività medico specialistica ed infermieristica dedicata.

“La ASST di Monza promuove l’innovazione tecnologica a beneficio del paziente – rimarca il Direttore Generale Mario Alparone -. Questa nuova tecnica consente una minore invasività della procedura sempre a favore del paziente, con tempi di degenza ridotti e una ripresa post operatoria più veloce”.

Fonte: www.asst-monza.it

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