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Alex: donatore si ritira, a Roma si prova terapia innovativa

Carola Rugani 26 novembre 2018
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Tanta la solidarietà manifestata ad Alex (che soffre di linfoistiocitosi emofagocitica, HLH, come scritto poche settimane fa ), con oltre 13.000 adesioni in pochi giorni. Purtroppo però l’unico volontario col midollo compatibile trovato ha comunicato di essere disponibile soltanto da metà gennaio. Troppo tardi quindi per salvare la vita del bimbo.

Nei prossimi giorni Alessandro sarà trasferito da Londra al Bambino Gesù di Roma per provare un trapianto dal padre, utilizzando una tecnica innovativa con le staminali emopoietiche del padre. Stando ai risultati della sperimentazione le percentuali di guarigione sono sovrapponibili se non un filo migliori di quelle di un trapianto di midollo da donatore compatibile (oltre il 70%).

Un genitore condivide soltanto il 50% del patrimonio genetico del figlio, quindi serve manipolare le cellule eliminando i linfociti T alfa/beta+ per scongiurare bruttissime complicanze. Su 150 pazienti con leucemia trattati con questa tecnica, sei avevano la stessa patologia di Alessandro e la cura ha funzionato su ognuno di loro. Incrociamo le dita e facciamo tutti gli auguri del mondo al piccolino e alla sua famiglia.

 

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