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Intervento chirurgico innovativo per grave patologia arteriosa a Garbagnate

Redazione 11 Dicembre 2018
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Successo della ASST Rhodense: gli specialisti a Garbagnate hanno eseguito un intervento di chirurgia mini invasiva con tecnica CERAB, evitando la necessità di aprire l’addome del paziente in un intervento dal decorso più incerto. Segue comunicato con tutti i dettagli.

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Chirurghi vascolari e radiologi interventisti hanno trattato una grave patologia arteriosa ostruttiva utilizzando una nuova tecnica dall’acronimo inglese CERAB (Covered Endovascular Reconstruction of Aortic Bifurcation), senza, come avveniva prima, facendo un lungo intervento chirurgico con l’apertura dell’addome. La paziente di 52 anni era arrivata in pronto soccorso accusando grande dolore agli arti inferiori che non le consentiva più di camminare e di vivere normalmente.

Era stata sottoposta, subito alle opportune indagini diagnostiche, tra cui l’AngioTac decise dai medici dell’Unità Operativa di chirurgia vascolare diretta da Pietro Mingazzini, che avevano evidenziato un’ occlusione quasi completa dell’aorta, nel decorso addominale e delle arterie iliache (le arterie che portano il sangue dall’aorta alle arterie femorali e, quindi, agli arti inferiori) con il rischio di evoluzione anche verso la gangrena. L’intervento “classico” avrebbe reso necessaria l’apertura dell’addome e la realizzazione di un bypass tra l’aorta e le arterie femorali per “saltare” la zona sede delle ostruzioni vascolari, intervento lungo con importanti perdite di sangue, lunga degenza post-operatoria (anche in rianimazione) e lenta riabilitazione.  Possibili anche importanti effetti indesiderati.

L’equipe guidata dal chirurgo vascolare Antonino Silvestro, insieme al collega Giovanni Paoletti, ai radiologi Interventisti Andrea Ianniello e Andrea Canì ha eseguito l’intervento per via endovascolare mediante due brevi incisioni inguinali e con un accesso endovascolare mediante puntura diretta di un’arteria del braccio. Questo ha consentito con tecnica endovascolare mininvasiva di raggiungere la sede delle lesioni ostruttive dell’aorta e delle arterie iliache. A questo punto le lesioni sono state attentamente e cautamente “allargate”, quindi, sono stati posizionati un’endoprotesi aortica (una specie di cilindro metallico ricoperto da apposito tessuto biocompatibile) e due stent ricoperti iliaci (cilindretti metallici più piccoli anch’essi rivestiti da tessuto biocompatibile). Ciò ha permesso di ri-creare un normale calibro dei vasi con una nuova biforcazione aorto-iliaca e garantire un normale flusso del sangue agli arti inferiori. La paziente ha avuto un decorso post-operatorio regolare ed ha ripreso la sua vita regolare e con immediata risoluzione dei sintomi. La dimissione è avvenuta dopo due giorni dall’intervento.

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