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Fondazione Onda premia gli ospedali “in rosa” della ASST di Monza

Redazione 12 Dicembre 2019
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La ASST di Monza ha ricevuto ieri da Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della donna e di genere, tre Bollini Rosa sulla base di una scala da uno a tre, per il biennio 2020-2021 per l’ospedale San Gerardo e due Bollini Rosa per l’ospedale di Desio.

I Bollini Rosa sono il riconoscimento che Fondazione Onda, da sempre impegnata sul fronte della promozione della medicina di genere, attribuisce dal 2007 agli ospedali attenti alla salute femminile e che si distinguono per l’offerta di servizi dedicati alla prevenzione, diagnosi e cura delle principali malattie delle donne.

Una particolare attenzione è rivolta al tema della depressione che riguarda 3 milioni di persone in Italia, tra cui più di 2 milioni di donne. Per questo, Fondazione Onda assegna una “menzione speciale” a 10 ospedali con i Bollini Rosa che si distinguono per l’impegno sul tema della “depressione in un’ottica di genere”. Tra questi il San Gerardo di Monza.

La valutazione delle strutture ospedaliere e l’assegnazione dei Bollini Rosa è avvenuta tramite un questionario di candidatura composto da quasi 500 domande suddivise in 18 aree specialistiche, due in più rispetto alla precedente edizione per l’introduzione di dermatologia e urologia. Un’apposita commissione multidisciplinare, presieduta da Walter Ricciardi, Direttore del Dipartimento di Scienze della Salute della Donna, del Bambino e di Sanità Pubblica del Policlinico Gemelli di Roma, ha validato i bollini conseguiti dagli ospedali nella candidatura considerando gli elementi qualitativi di particolare rilevanza e il risultato ottenuto nelle diverse aree specialistiche presentate.

“Quest’anno abbiamo acquisito il massimo livello ottenibile come riconoscimento dei percorsi per la donna passando da due a tre bollini per quanto riguarda l’ospedale San Gerardo – sottolinea il Direttore Generale Mario Alparone, presente a Roma a ritirare il premio -. In tal senso hanno influito i miglioramenti dei percorsi di presa in carico sia in fase pre natale sia in fase post natale che hanno caratterizzato la nostra strategia di accessibilità e fruibilità delle cure e che hanno consentito di integrare il dipartimento materno infantile con quello della salute mentale.

“La Menzione Speciale per l’anno 2019 alla ASST di Monza tra gli “Ospedali che si distinguono per l’attenzione al tema della depressione di genere” – aggiunge il prof. Massimo Clerici, Direttore dell’Unità operativa di Psichiatria – deriva, in buona sostanza, da diverse opportunità che la nostra Azienda ha saputo valorizzare nel corso degli ultimi anni. In termini generali, deve essere sottolineata la rilevante sensibilità dimostrata sul tema – in stretta collaborazione con ATS Brianza – nell’attivazione di due progetti fortemente voluti da Regione Lombardia in relazione ad un sempre maggiore interesse alla medicina di genere con particolare attenzione alla condizione della donna durante il peri-parto e di un terzo progetto sperimentale a partire dal potenziamento dell’integrazione Ospedale-Territorio”.

Il primo progetto è dedicato ai soggetti vulnerabili che devono essere identificati e monitorati nei diversi periodi del pre-parto, durante il parto e dopo il parto, nel corso dei quali si possono “accendere” esordi di patologie depressive o la possibilità di una recidiva nei soggetti che l’hanno già manifestata in precedenti gravidanze o in specifiche fasi della vita. Il secondo progetto si rivolge al più ampio sostegno verso le “famiglie vulnerabili”. Il Progetto RIMI (Percorsi di cura per la maternità e paternità fragile) vede un’attenzione particolare alla famiglia in condizioni di difficoltà psicologica o di scarsa attenzione/disagio rispetto al ruolo genitoriale. Il terzo livello di attività clinica specialistica, sperimentale in quanto attivato a partire dalla ricognizione delle esigenze del territorio, ha riguardato negli anni il ruolo consulenziale che il Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze ha svolto – attraverso l’”Ambulatorio Luce” – per le pazienti che, sempre durante le fasi del peri-parto, mostravano problematiche di disagio psichico in senso stretto e tali da richiedere l’intervento dello psichiatra.

“Il nostro è un approccio olistico nei confronti della donna – conclude il prof. Fabio Landoni, Direttore della Clinica Ginecologica della ASST di Monza -: la paziente è al centro circondata da tutte le figure professionali che la assistono a 360 gradi in tutte le sue necessità. L’attività della UOC di Ginecologia della ASST di Monza è tradizionalmente focalizzata su tre principali tematiche: la ginecologia oncologica, la patologia benigna e l’uroginecologia. La cura della paziente comprende, per tutte e tre le sotto-specialità, sia la fase diagnostica, la fase terapeutica chirurgica e la fase di monitoraggio dello stato di salute successivo all’intervento.

“L’incipit della salute è nell’utero – conclude il dott. Armando Pintucci, responsabile della Struttura Semplice di Sala Parto della ASST di Monza -: numerosi studi scientifici sottolineano come una donna possa, prendendosi cura di sé in gravidanza, condizionare in termini positivi o negativi non solo la sua salute ma anche la salute presente e futura del figlio che ha in grembo. Per questo, l’Unità operativa complessa di Ostetricia della ASST Monza si adopera con la stessa intensità su temi come il percorso della gravidanza a basso rischio (BRO), il percorso di diagnosi prenatale, la raccolta delle cellule staminali da sangue cordonale ma anche sulla promozione di attività quali l’alimentazione in gravidanza o l’esercizio fisico attraverso attività come la danza in fascia”.

Fonte: comunicato ASST Monza

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