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Policlinico, primo trapianto di fegato in paziente con HIV

Redazione 1 Giugno 2021
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Al Policlinico di Milano è stato effettuato, per la prima volta in struttura, un trapianto di fegato su paziente con HIV.

Le persone con HIV hanno un rischio sei volte più alto di avere una co-infezione da epatiti virali. Anche per questo il legame tra epatite causata da HCV ed HIV è stretto: nel mondo si stima ci siano 2,3 milioni di persone colpite da entrambi i virus. Tutte e due le infezioni, prese singolarmente, si possono gestire bene con le terapie disponibili oggi; ci sono però ancora tanti pazienti HIV positivi in cui l’epatite evolve in cirrosi o in tumore del fegato e che hanno bisogno di un trapianto d’organo. Fare un trapianto in un paziente con HIV non è facile, specialmente da quando è arrivata la pandemia da Covid-19: servono tante competenze diverse e una perfetta sincronia tra i diversi esperti per coordinare un intervento comunque complesso. Una sincronia che è appena avvenuta al Policlinico di Milano, dove è stato possibile portare a termine con successo il primo trapianto di fegato della struttura in un paziente con HIV.

L’esperienza del Policlinico nei trapianti di fegato è ampiamente riconosciuta, ma solo da pochi anni ha potuto estendersi ulteriormente grazie anche alla realizzazione di un’Unità Operativa interamente dedicata alle Malattie Infettive, che ha permesso di potenziare tanti percorsi di diagnosi e cura. Secondo le stime, in Italia ci sono 120mila persone con HIV e circa la metà presenta anche un’infezione da virus dell’epatite C. Un numero destinato ad aumentare nel tempo, sia perché oggi le cure hanno migliorato di molto la sopravvivenza dei pazienti con HIV, sia perché tanti casi non sono ancora stati diagnosticati. Inoltre, l’infezione contemporanea dei due virus peggiora la situazione: da un lato l’HIV accelera l’evoluzione dell’epatite verso la cirrosi aumentando il rischio di epatocarcinoma, dall’altro le terapie anti-retrovirali mettono ancora più in difficoltà un fegato già sofferente, e questo compromette l’efficacia dei farmaci contro lo stesso HIV.

“I pazienti affetti da HIV – spiega Barbara Antonelli, esperta della Chirurgia Generale e Trapianti di Fegato del Policlinico – possono contare su efficaci terapie antiretrovirali, ma spesso sviluppano cirrosi dovute ai virus dell’epatite. Quest’ultima, pur trattata oggi con efficacia, spesso evolve in epatocarcinoma. Già dagli anni 2000 sono stati avviati nel mondo programmi specifici per effettuare trapianti nei pazienti con infezione da HIV: e oggi i risultati di questi programmi sono sovrapponibili a quelli registrati nei pazienti senza infezione da HIV, in particolare nei trapianti di fegato”. Il primo trapianto di questo tipo al Policlinico è perfettamente riuscito: il paziente, un uomo di circa 50 anni, è già tornato a casa e nei prossimi mesi dovrà seguire controlli di routine con i chirurghi, gli infettivologi e gli epatologi del Policlinico. Il risultato è stato possibile grazie alla squadra che ha seguito il caso: gli infettivologi (Alessandra Bandera, Antonio Muscatello, Laura Alagna, Andrea Lombardi), i chirurghi che hanno eseguito l’intervento (Barbara Antonelli, Gianluca Fornoni, la specializzanda Virginia Ceccarossi), i chirurghi che seguito il decorso in reparto, e i colleghi della Gastroenterologia ed Epatologia che hanno seguito il paziente nel pre-trapianto (Massimo Iavarone) con l’aiuto delle procedure sul tumore della Radiologia Interventistica (Annamaria Ierardi, Gianpaolo Carrafiello) e dell’equipe dell’Anestesia e Terapia Intensiva Adulti del Policlinico di Milano.

I pazienti con malattie del fegato possono contare sulle competenze del Centro per la diagnosi e lo studio delle malattie del fegato e delle vie biliari “Angela Maria ed Antonio Migliavacca” del Policlinico di Milano, principale centro epatologico italiano e terzo in Europa. Fondato nel 1970, si occupa da oltre 40 anni di offrire ai pazienti con malattie epatiche l’esperienza clinica e scientifica di un’équipe medica dedicata alla diagnosi e alla cura delle patologie virali (B, delta e C), delle epatopatie autoimmuni, della cirrosi, dell’emorragia digestiva, e del tumore epatico. Sono inoltre attivi percorsi specifici su terapie mirate a diverse malattie del fegato, compreso il trapianto. Gli specialisti del Centro possono mettere in campo tecniche innovative e una strumentazione all’avanguardia per una diagnosi tempestiva, che condividono costantemente con i colleghi del Policlinico in un approccio completamente multidisciplinare. Un metodo di lavoro che, negli anni, ha permesso di migliorare costantemente la diagnosi, la qualità di vita e la sopravvivenza dei pazienti colpiti da malattie epatiche.

Fonte: www.policlinico.mi.it

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