Alzheimer… o no?
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Un consulto medico è la primissima azione da intraprendere quando si osserva qualche mancanza cognitiva: l’Alzheimer è la forma più comune di demenza, ma esistono altre forme di decadimento mentale. Purtroppo in questo ambito non esiste una cura, ma si possono gestire i sintomi o rallentarne lo sviluppo. La consapevolezza consente di ricorrere agli strumenti più mirati. Ecco i tipi più comuni di demenza:
1. Il morbo di Alzheimer. Rappresenta oltre il 50% dei casi nel mondo. La malattia avanza a ritmi diversi variando da individuo ad individuo e può, nei primi stadi, variare anche di giorno in giorno. Col trascorrere del tempo si perdono le capacità procedurali (“come” si fanno le cose), la memoria si sfalda con continuità e rende difficile la corretta comprensione della realtà.
2. Demenza vascolare. E’ la seconda forma di demenza più comune. È conseguenza di problemi di circolazione del sangue nel cervello. Solitamente si presenta dopo un ictus oppure una serie di attacchi ischemici transitori (TIA), i cui fattori di rischio sono la pressione alta, fumo, colesterolo alto, obesità e diabete.
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3. Demenza di Lewi – Corpi di Lewi. Può avere un inizio leggero e variare da un giorno all’altro. Questa persona può avere fluttuazioni della memoria, o anche allucinazioni e/o illusioni. Si può confondere con il Parkinson per via di sintomi simili quali ad esempio tremori, camminata con trascinamento dei piedi e intorpidimento che provocano cadute e difficoltà a valutare le distanze.

4. Demenza fronto-temporale. Viene causato dalla degenerazione dei lobi frontale e temporale del cervello. I danni del lobo temporale colpiscono il linguaggio, le emozioni, il giudizio e l’atteggiamento e i freni inibitori. Si verificano cambiamenti di personalità che includono impulsività, iperattività o fissazioni.
È comune per molte persone avere contemporaneamente varie forme di demenza, ad esempio qualcuno può soffrire sia di demenza vascolare sia del morbo d’Alzheimer.


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