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Humanitas, feste di fine anno: la cura del cuore non va in vacanza

Redazione 16 Dicembre 2019
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Anche durante le feste di fine anno è importante tenere sotto controllo la salute del nostro apparato cardiocircolatorio: con l’aiuto dei dottori Guido Ghirardi e Clara Villa, dell’Unità Operativa di Cardiologia di Humanitas Gavazzeni Bergamo vediamo alcuni consigli da seguire per trascorrere vacanze sane e “virtuose” dal punto di vista cardiologico.

Le vacanze dovrebbero essere un toccasana per il corpo e la mente, un periodo in cui sia possibile esprimersi liberamente senza programmi e occupazioni, liberi dal susseguirsi delle attività fisiche e psichiche che caratterizzano le giornate in cui si studia o si lavora.

Per far sì che il nostro organismo possa beneficiare al massimo del meritato riposo è però fondamentale prenderci cura, appunto, della salute del nostro cuore, evitando di esporlo a condizioni che possano sovraccaricarlo, soprattutto se già si soffre di problemi cardiovascolari.

Alimentazione equilibrata

Chi deve costantemente tenere sotto controllo i livelli di glicemiacolesterolo e trigliceridi del sangue può evitare o perlomeno ridurre il consumo di cibi dall’alto contenuto calorico (panettone, pandoro, torrone, mascarpone, ecc.), e approfittare delle qualità di molti alimenti tipici della stagione invernale che contengono vitamina C antiossidanti come il melograno, i kiwi, l’ananas, le arance e i mandarini.

Anche le noci, le nocciole e l’olio extravergine d’oliva riducono il rischio cardiovascolare perché abbassano i livelli di colesterolo “cattivo” e incrementano i valori di colesterolo “buono”.

Feste senza fumo

Una festa senza fumo può essere un obiettivo raggiungibile quando c’è la collaborazione di tutti. Il fumo incrementa drasticamente la mortalità e la morbilità cardiovascolare, ancor di più in pazienti che già soffrono di malattie croniche dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato respiratorio.

In montagna, occhio alle alte quote

L’alta quota (superiore ai 2.000 metri di altitudine) induce una serie di cambiamenti a livello del nostro apparato cardiocircolatorio e respiratorio in risposta alla rarefazione dell’aria che si fa più povera di ossigeno all’aumentare dell’altitudine.

respiri si fanno più ampi e frequenti e aumentano il numero di pulsazioni al minuto. Per compiere un medesimo sforzo fisico in alta quota è necessario un impegno maggiore da parte di cuore e polmoni. In conseguenza di questi adattamenti fisiologici all’alta quota la diuresi e viscosità del sangue aumentano.

Dalla lieve, transitoria, disidratazione che ne deriva la performance renale può subire una riduzione della performance, determinando un incremento della pressione arteriosa, oltre i livelli di normalità, anche in pazienti inizialmente ben controllati con la terapia e sovraccaricando soprattutto coloro che soffrono di insufficienza cardiaca cronica.

Quando si va in montagna, meglio andare per gradi e idratarsi adeguatamente, anche in caso di temperature particolarmente rigide. L’umidità dell’aria, infatti, diminuisce con il ridursi della temperatura, favorendo una maggiore dispersione di acqua dall’apparato respiratorio.

Può essere utile portare con sé un manometro per la misurazione domiciliare della pressione e rimodulare la terapia anti-ipertensiva nel caso in cui il medico lo ritenga necessario.

L’alta montagna non è di per sé vietata a persone che soffrono di cardiopatie strutturali, tuttavia è necessaria un’attenta valutazione da parte del cardiologo per individuare, caso per caso, le condizioni che richiedano limitazioni e/o riduzioni nell’esposizione all’alta quota.

All’estero, curare bene l’igiene

Prima di partire per l’estero è bene rifornirsi di tutti i medicinali che vengono assunti regolarmente, non è detto che nel Paese in cui ci si recherà sarà facile reperirli, soprattutto se si viaggia verso Paesi esotici o dell’emisfero Sud del pianeta.

In caso di lunghe trasferte, che prevedono un passaggio a differenti fusi orari e a condizioni climatiche anche molto differenti dal Paese di origine è bene mantenere, all’arrivo, alcuni giorni di riposo per consentire un corretto acclimatamento. Nello specifico, in quei giorni è bene evitare gite troppo lunghe ed esigenti dal punto di vista fisico.

In aereo, attenti ai viaggi lunghi

Per gli individui che soffrono di malattie cardiologiche, in caso di voli con una durata superiore alle 4 ore è utile la profilassi antitrombotica con l’utilizzo di calze elasto-compressive e/o una terapia anticoagulante profilattica da applicare secondo prescrizione medica.

Fonte: www.gavazzeni.it

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