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Premio giovani ricercatori a Paolo Poggio del Monzino

Redazione 21 Giugno 2019
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Paolo Poggio, Responsabile dell’Unità di ricerca per lo studio delle patologie coronariche, valvolari e aortiche del Monzino, ha ricevuto il Premio “Giovani ricercatori”, per il progetto di studio Unraveling calcific aortic valve stenosis: from early recognition to pathogenic mechanisms, finanziato dal Ministero della Salute nell’ambito del Bando ricerca finalizzata 2018.

Il progetto, per il quale Paolo Poggio e il suo gruppo hanno ricevuto il riconoscimento, punta a scoprire se una specifica firma molecolare circolante, rilevata mediante sequenziamento dell’RNA, possa identificare lo stadio di sclerosi valvolare aortica, e valutare il ruolo di una specifica proteina, la proteina PCSK9, nella patogenesi della malattia della valvola aortica calcifica, studiando se varianti genetiche nei loci LPA e PCSK9 siano associate alla sclerosi valvolare aortica (in una popolazione di gemelli) e identificando i meccanismi direttamente collegati a PCSK9 e rilevanti per la malattia.

La stenosi della valvola aortica calcifica è una grave patologia, che colpisce il 3% della popolazione generale, ma che, nei paesi sviluppati, raggiunge il 7% negli over 65, un numero in crescita considerando l’invecchiamento della popolazione. Nessuna terapia farmacologica si è dimostrata fin qui efficace, e la sostituzione chirurgica o l’impianto transcatetere della valvola sono tuttora le uniche opzioni terapeutica disponibili. Lo stadio asintomatico della malattia, cioè la sclerosi valvolare, è un segno prodromico comune ad altre condizioni cardiovascolari, come lo scompenso cardiaco e l’infarto miocardico. E proprio tale stadio è stato proposto come miglior “finestra” temporale per procedere con un potenziale trattamento farmacologico per evitare la sostituzione valvolare.

Il ruolo della proteina PCSK9

È chiaro, dunque, che l’identificazione di una specifica “firma” molecolare circolante della sclerosi valvolare aortica costituirebbe un innovazione con importanti implicazioni cliniche, perché consentirebbe il riconoscimento precoce e a basso costo dei pazienti che si trovano a questo stadio della malattia. E a sua volta il riconoscimento precoce dei percorsi molecolari alterati nei pazienti con sclerosi valvolare potrebbe aprire la strada all’identificazione di nuovi target terapeutici per ridurre o addirittura arrestare la progressione e le sequele cliniche della malattia. Un obiettivo clinico perseguito tenacemente da molti laboratori di ricerca in decenni di ingenti sforzi, ma purtroppo ancora senza risultati apprezzabili.

PCSK9 (proproteina della convertasi subtilisina/kexina tipo 9) è una proteasi coinvolta nell’omeostasi del colesterolo, che interviene inducendo la degradazione del recettore per l’LDL. Il gene che codifica per PCSK9 è regolato, nel fegato, dai livelli intracellulari di colesterolo. Crescenti evidenze indicano che i livelli plasmatici di PCSK9 possono predire eventi cardiovascolari ricorrenti (infarto miocardico e angina) nei pazienti con malattia coronarica, anche in quelli con livelli di colesterolo LDL ben controllati. Le premesse razionali dell’attuale progetto si basano tra l’altro sulla precedente scoperta di Paolo Poggio e del suo gruppo che esiste un possibile effetto diretto di PCSK9 sullo sviluppo e la progressione della stenosi calcifica della valvola aortica.

Il nostro progetto può creare le premesse scientifiche per la successiva realizzazione di diversi progetti traslazionali che siano di beneficio clinico per i pazienti. In particolare, in caso di successo, lo studio potrebbe avere un impatto positivo per il SSN in termini di protocolli diagnostici e dello sviluppo di un kit diagnostico per consentire l’identificazione precoce dei pazienti con sclerosi valvolare aortica. Paolo Poggio

Fonte: www.cardiologicomonzino.it

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