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Cinema e malattie neurodegenerative: le emozioni davanti a un film possono fare la differenza

Redazione 5 Aprile 2019
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ClACK Curarsi lnsieme Attraverso (il) Cinema Kreativo è
il primo progetto italiano di monitoraggio scientifico sui  benefici che la visione filmica, il cinema, produce nella cura delle malattie neurodegenerative, in particolare l’Alzheimer.

L’arte può curare? 
E in particolare il cinema, la settima arte può influenzare positivamente lo stato emotivo di persone con diverse malattie? 

Queste domande hanno ispirato CIACK. Curare Attraverso il Cinema Kreativo, il primo progetto di cura con strumenti a contenuto filmico. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Medicinema Italia Onlus, Fondazione Cineteca Italiana, il Centro di Neuropsicologia Cognitiva di Niguarda, l’Università di Pavia e l’Istituto Girala della Fondazione Don Gnocchi di Milano

Da ricerche scientifiche svolte è emerso che la terapia di sollievo con l’utilizzo del cinema e della cultura permette di formulare un percorso psicologico di supporto alla malattia, con ricaduta positiva sulle persone beneficiarie.

E’ da queste sperimentazioni che prende spunto il progetto CIACK focalizzandosi in questo caso sulle malattie neurologiche, in particolare sul morbo di Alzheimer.

Solo in Italia infatti circa 700.000 persone devono convivere con questa patologia e ogni anno sono circa 8.000 i nuovi casi stimati.

Il progetto CIACK è volto dunque a dare benessere e sollievo alle persone che nel contesto familiare assistono il malato (caregivers) dal fardello psicologico dato dall’assistenza alle persone affette da patologie con deterioramento cognitivo (Alzheimer) attraverso la visione di varie tipologie di filmati provenienti dall’archivio di Fondazione Cineteca Italiana, montati secondo una logica tematica orientata verso il benessere. 

La prima fase del progetto CIACK è stata condotta nel mese di ottobre 2018, con uno studio pilota con la collaborazione di 50 sperimentatori (campione di controllo), selezionati da Fondazione Cineteca Italiana, che hanno partecipato a 3 appuntamenti presso il MIC Museo Interattivo del Cinema. Ad ogni incontro è stato richiesto ai volontari di visionare circa 75 minuti di filmati d’archivio, montati secondo una tematica affettiva coerente, a contenuto emotivo positivo oppure “neutri”•.

I partecipanti prima e dopo la proiezione hanno eseguito test cognitivi e compilate scale utili fornire un profilo delle loro emozioni, per capire se la proiezione dei diversi stimoli avesse influenzato tale profilo.
Sorprendentemente solo i filmati a contenuto emotivo positivo e non quelli neutri hanno provocato la generazione di emozioni positive come provato dalle misure statistiche dei punteggi ai test e alle scale specifiche.

Questi risultati incoraggiano all’avvio della seconda parte della ricerca che questa volta sarà rivolta ai pazienti e ai loro familiari.

Fonte: comunicato Niguarda

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