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Badante ed aderenza terapeutica

Silvia Farina 6 Novembre 2019
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Quando si assume una badante, soprattutto se riferisce di aver già avuto altre esperienze, si è portati a dare per scontato che sappia gestire correttamente l’aderenza terapeutica, ma non è una materia da sottovalutare.

Va inoltre detto che la legge prevede che la somministrazione di farmaci sia resa da personale medico-infermieristico. Ovviamente a casa questo è impossibile: ogni persona si assume singolarmente l’onere di come assume i farmaci e, quando non è in grado di farlo, questa incombenza viene assunta dal famigliare più prossimo che, se non convivente, delega la badante.

La società americana HOME INSTEAD SENIOR CARE è il più grande operatore al mondo nell’assistenza domiciliare (non medica e non infermieristica), presente in 18 nazioni con oltre 1000 agenzie. In Italia ha iniziato Torino nel 2011 e da diversi anni è attiva anche a Milano : lavora con CAREGiver® assunti direttamente dall’agenzia.

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E’ altresì vero che lasciare completamente questa responsabilità alle badanti non è giusto, neanche da un punto di vista contrattuale e legale.

Un buon compromesso è certamente l’adozione del blister settimanale: una scatola suddivisa in piccoli compartimenti, solitamente 7 colonne (una per giorno di settimana) e 4 righe (per ogni fascia oraria della giornata) in cui inserire il giusto dosaggio di farmaci per tutta la settimana. La cosa ideale sarebbe che, scegliendo un giorno fisso a settimana, un famigliare incaricato prepari il blister secondo la prescrizione medica e, se possibile, controlli che i farmaci vengano consumati con regolarità. Se la persona anziana insiste nel gestirsi da sé la terapia, l’inserimento del blister è comunque raccomandabile, a costo di dover insistere un po’ e farlo “digerire”, ma comunque resta importante che la badante ricordi gli orari e soprattutto che ne verifichi “visivamente” la reale assunzione. Il blister la solleva comunque dalla responsabilità di “azzeccare” dosaggi e tempi.

Silvia Farina Home instead - scelta badante alzheimer
Silvia Farina

Le badanti spesso non hanno consapevolezza di cosa-serve-a-cosa e delle conseguenze di un’assunzione scorretta nell’orario o nella quantità, ed è giusto che sia così perché non sono personale medico. Tuttavia questo implica che possono avere la tentazione di “personalizzare” le modalità di assunzione, senza rendersi conto delle implicazioni, e su questo è importante restare sempre vigili.

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