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Badante: quanto è importante la padronanza linguistica?

Silvia Farina 13 Novembre 2019
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Quando si decide di assumere la badante si spera che parli anche bene l’italiano, ma spesso questo aspetto viene messo in secondo piano e sottovalutato. Ho verificato casi in cui “pur di avere referenze sull’onestà” si chiudeva un occhio, se non entrambi, sul fattore lingua.

Ma che conseguenze comporta?

Innanzitutto una maggior difficoltà di accettazione da parte della persona anziana e fragile, già riottosa di suo, rispetto all’idea di avere in casa un estraneo. Oltre a questo la convivenza, se non vi è modo di capirsi in modo fluido, diventa difficile e fonte di sofferenza. Quanto ci arrabbiamo o restiamo delusi se un nostro famigliare non ci capisce? E perché questa frustrazione dovrebbe essere inferiore per una persona anziana? Inoltre quest’ultima, proprio per la dipendenza da altri che implica la sua fragilità, ha molto più spesso bisogno di essere compresa nelle sue necessità!

La società americana HOME INSTEAD SENIOR CARE è il più grande operatore al mondo nell’assistenza domiciliare (non medica e non infermieristica), presente in 18 nazioni con oltre 1000 agenzie. In Italia ha iniziato Torino nel 2011 e da diversi anni è attiva anche a Milano : lavora con CAREGiver® assunti direttamente dall’agenzia.

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La carenza linguistica crea problemi nell’approcciare le istituzioni pubbliche: non conoscono i servizi disponibili, le esenzioni, l’organizzazione sanitaria, a chi rivolgersi per ottenere informazioni, così come non sono a conoscenza dei diritti del loro assistito e di come ottenerli, caricando ulteriormente il fardello sulle spalle dei famigliari che non possono delegare queste incombenze.

Silvia Farina Home instead - scelta badante alzheimer
Silvia Farina

Una persona straniera che non ha imparato a padroneggiare l’italiano, difficilmente avrà fatto lo sforzo per comprendere la cultura italiana e quindi non avrà appreso a modularsi in modo coerente con essa. Ne deriva il fatto di dire sempre sì per non offendere l’interlocutore, anche se non ha capito nulla o quasi di quanto detto (con le disastrose ricadute del caso); ne proviene il fatto di mostrare la propria empatia con gesti di vicinanza fisica appartenenti alla loro cultura, ma non alla nostra; ne osserviamo l’incapacità di dare del lei e il tentativo di riparare con appellativi totalmente inopportuni in una normale relazione tra persone adulte.

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